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Ed eccomi qui con il primo capitolo. Ci tengo a precisare che questa è una fan fiction che segue lo stile di una sceneggiatura o un gioco di ruolo. Quindi, ripeto, non è il classico testo da “libro”. Tutto questo perchè ho iniziato a scrivere per divertimento e mi piacerebbe che i lettori lasciassero liberi la loro immaginazione, come un telefilm su carta. Detto questo, vi anticipo che durante la lettura troverete delle immagini e questa è una mia scelta per facilitarvi la lettura e la fantasia. Infine, ho bisogno di un vostro parere che sia bello che sia brutto, vorrei sapere i vostri personaggi preferiti, i vostri pensieri, le vostre coppie.. qualsiasi cosa vi passa per la mente.
Grazie per l’attenzione e buona lettura!

1×01 PILOT

Il fuoco non è pericoloso, almeno.. non avvicinandosi troppo. Non bisogna dimenticarlo mai.

Un cielo uggioso, basso e grigio incombe sulla statale che percorre la spiaggia nell’East Hampton. L’estate è arrivata alla sua fine e il sole ormai spento lascia strada alle nuvole che coprono i cieli dell’ estremità orientale di Long Island. Le onde si imbattono ferocemente sulle coste frastagliate e il sole ancora basso da il buongiorno agli abitanti della cittadina. E’ settembre e la gente come ogni anno, riprende con la solita routine : lavoro, università, hobby, auto e spostamenti vari. C’è qualche viso nuovo e qualcuno che di nuovo ormai non ha neanche un calzino.

h. 7.30 – Casa Rebecca

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La luce dei primi raggi di sole cupo filtra tra le sottili tende di cotone  e l’odore pungente del fumo di sigaretta sveglia Rebecca. Fa un sospiro stanco e si gira sul fianco attenta a non cadere dal divano. Ora che è sveglia sente dolori e fitte sulla schiena. Si alza lentamente e sbadigliando si stiracchia. Evan è sul pavimento con un piede che sbuca dalla cerniera aperta del sacco a pelo. Il suo petto si alza e si abbassa e il respiro sembra un debole sussurro.

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La porta della stanza di suo padre è accostata. Rebecca vede la sua sagoma dietro la scrivania e un puntino rosso che gli bruciava tra le dita.

“Sta fumando. Gli hanno appena perforato un polmone e lui si sta facendo una sigaretta.” Pensa Rebecca appena raggiunge la porta e la apre con una spinta.

Rebecca : Non è che hai un polmone di ricambio!?Dovresti darci un taglio.

Charles porta la sigaretta alle labbra, esita per un attimo, poi la rimette nel posacenere. Rebecca di scatto si avvicina, prende il mozzicone e lo schiaccia.

Charles : Dovresti prepararti per andare a scuola
Rebecca : Per oggi ci ho rinunciato, Evan è qui a casa mia e voglio passare la giornata con il mio migliore amico.

Charles sospira e lentamente chiude il pacchetto di sigarette rimasto sulla scrivania.

Charles : E’ la tua vita, sei maggiorenne. Fai quello che vuoi.

Rebecca affonda il viso nelle mani

Rebecca : Papà, facciamo tutti degli errori e .. tutti facciamo anche delle scelte..

Aggiunge Rebecca cercando di non entrare troppo nel discorso ma mostrando la sua piena comprensione con il padre per il brutto periodo che sta passando.

Charles : Un giorno lo capirò Becky..forse.

Charles si guarda il graffio sul polso e rimanendo con un’espressione seria accenna un sorriso.

Rebecca preferendo non aggiungere nulla, si volta e va alla porta. Si gira a guardare il padre, letteralmente a pezzi.

Charles : Becky lo so che sei preoccupata per me. Vorrei solo farti capire che me la so cavare.

Rebecca abbassa la maniglia della porta e torna a guardare davanti a se.

Rebecca : Buona giornata papà.

h. 7.30 – Casa Sasha

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Terry : Sasha !!! E’ ora di alzarsi ! La sveglia ha suonato già per la quarta volta! E c’è anche la parrucchiera che ti sta aspettando!

La signora Murdok come ogni mattina attende fuori dall’elegante porta di frassino lucidato che separa il corridoio dalla camera della figlia.Bussa un altro paio di volte e poi scoraggiata si volta per andare in cucina a preparare una colazione leggera, come ogni mattina.

Sasha : Maledetta sveglia!

Sasha urla, scoprendosi completamente e sbuffando. Scende dal letto e si porta davanti allo specchio sfoggiando la sua nuova camicia da notte di seta puramente di Victoria’s Secrets. Sbuffa un’altra volta, indossa la vestaglia facendosi un nodo di lato e afferra il blackberry. Cerca il numero che le interessa e quando trova il nome Patrick gli invia un sms.

[sms] Ho intenzione di saltare scuola questa mattina. Se mi faccio bella per te, mi fai godere?

Invia il messaggio e torna a sedersi sul letto. Si guarda le gambe e notando qualche punto nero se lo schiaccia. Sospira diverse volte guardandosi attorno in modo indefinito e attendendo una risposta. Inizia lentamente ad innervosirsi cosi decide di alzarsi e a passo lento ed incerto si dirige fuori dalla camera, roteando tra le mani il cellulare.

Sasha : Buongiorno mamma!

Sasha si avvicina alla madre e le stampa un bacio sulla guancia, poi, si siede sullo sgabello e attende che la cameriera di casa le porti la sua consueta colazione.

Terry : Ancora in pigiama sei? Farai tardi !

Sasha alza gli occhi al soffitto.

Sasha : Ogni giorno da 21 anni è sempre la stessa storia! E poi, preferirei chiamarla Università, non scuola. Non sono più una liceale! Quante volte te lo devo ripetere??
Terry : Ok, ultimamente ti comporti in modo strano quindi, se permetti preferirei tenerti in riga!

Specifica la signora Murdok con tono severo e nel momento in cui porta la tazzina di caffè espresso alla bocca, vede il cellulare della figlia illuminarsi sul tavolo. La guarda e si limita a scuotere la testa.

Sasha : Sai cosa mamma? Sono in riga! Sono talmente in riga che tra 15 minuti sono pronta!

Sasha da un morso al muffin con gocce di cioccolato, beve un sorso di spremuta d’arancia e salta giù dallo sgabello di nuovo, con un sorriso stampato sul viso. Rilegge il messaggio sullo schermo del cellulare e ottiene la conferma quindi senza pensarci troppo risponde immediatamente a Patrick.

[sms] Lo sapevo che non avresti rifiutato. Solito posto, solita ora.

h. 8.00 – Casa Jane

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Jane : E cin-cinque..sei..e cinque, sei sette otto! Elévation, gamba tesa..pliè ee…doppia pirouette!

Jane si guarda allo specchio, fissando un punto preciso e ormai con il fiatone che le fa compagnia da un paio d’ore,ripete quei passi di danza classica quanto necessario, fino a rendere l’esercizio perfetto.

La base musicale del “Bolero” di Ravel è ormai terminata da qualche secondo, ma Jane continua a prolungare l’allenamento, stendendo le gambe tese e raggiungendo le punta delle dita dei piedi con le mani. Fa qualche respiro profondo, riempiendo a pieno il polmoni..ed infine butta fuori tutta l’aria.

Alza lo sguardo verso la parete, giusto per controllare l’ora e quando si rende conto che le sono rimasti pochi minuti per prepararsi e andare al lavoro, si alza dal pavimento rigorosamente in parquet. Si slaccia le i nastrini di raso delle scarpette e una volta toltesele le rinchiude delicatamente nella scatola.

Afferra la bottiglietta di acqua e dopo averci fatto un sorso, si accarezza il ciondolo di smeraldo che porta al collo ed infine esce dal seminterrato per andarsi a preparare.

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Steven : Buongiorno dolcezza !

Steven esulta, prendendo la ragazza per i fianchi appena entra nella camera.

Jane : Tesoro che ci fai qui?!

Jane scosta un po’ il viso di lato per vedere il fidanzato e sorride felice ma stupita per la sorpresa.

Steven : Pensavo di passarti a prendere, andare a fare colazione insieme..e poi magari……

Steven lascia le parole in sospeso e si avvicina con le labbra al collo della ragazza, per baciarla delicatamente, con tutta la dolcezza della sua soffice bocca. Risale fino alla guancia ed infine arriva alla bocca, dove con più veemenza va a cercare la lingua di Jane.

Jane : Stee-ve..no! Non ho tempo per queste cose. Se vuoi veramente renderti utile, potresti accompagnarmi a lavoro che sono in ritardo come ogni mattina e…non voglio essere licenziata!

Jane si allontana con il viso da quello di Steven e gli toglie le mani dai propri fianchi.

Jane : Sono stata chiara?

Steven la guarda, inizialmente un po’ scettico ma dentro di lui sta per esplodere. Fa una breve pausa.

Steven : Ah no? Non hai tempo per queste cose?  O non hai tempo per noi? Si può sapere cosa ti succede Jane? ..Ultimamente ti stai allontanando sempre di più! Hai per caso un altro?

Steven sputa il rospo e senza prendere fiato, parla a raffica agitando le mani senza togliere gli occhi di dosso a Jane.

Jane : Ma no!!!! Ma che dici? Sono solo stressata, per la danza e il lavoro. Va tutto bene amore..

Jane si avvicina a lui e lo prende per il viso con entrambe le mani.

Jane : Ti amo, ok? Ci sei solo tu per me.

Jane gli parla guardandolo negli occhi.

Steven sospira.Lentamente prende i polsi di Jane e le abbassa le mani.

Steven : No non va tutto bene. O mi dimostri che ci tieni ancora a noi, o… beh..

Esita qualche attimo.

Steven : Buona giornata Jane.

La guarda per qualche secondo, poi si volta ed uscendo dalla camera, sbatte la porta dietro di se.

Jane rimane pietrificata dalla reazione di Steven. Lo guarda andare via e subito dopo sente la porta sbattersi proprio davanti ai suoi occhi. Fa un respiro profondo e accarezza nuovamente il ciondolo che porta al collo.

Infine si volta, va ad aprire il primo cassetto del comodino e sotto i vari slip trova una scatolina di pasticche. Se ne appoggia una sulla mano e senza bere nulla, la manda subito giù per la gola.

h. 8.15 – Hamptons Dumont High School

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Kaylee entra nell’aula di biologia e rimane a bocca aperta. Attaccati alla lavagna, non si sa come, ci sono una Barbie e un Ken completamente nudi e accanto una scritta : LEZIONE DEL GIORNO – RIPRODUZIONE SESSUALE.

Accanto a Kaylee, l’amica Paige sorride. Paige si volta verso Kaylee per bisbigliarle all’orecchio.

Paige : Questo corso non può insegnarmi niente che non sappia già.

Kaylee la guarda e le fa l’occhiolino.

Kaylee : Modesta la ragazza!

La campanella suona e le ragazze si spediscono ai loro posti, una accanto all’altra.

Appena entra in classe, il prof. McGomery prende il fischietto e ci soffia dentro.

Prof. McGomery : Tutti ai propri posti! E..voi ragazzi..

Esaspera in modo altezzoso, indicando un gruppo che fa baccano.

Prof. McGomery  : Potreste non aver notato che il sesso è più di un giretto di un quarto d’ora sul sedile posteriore dell’auto. In effetti, è scienza. E cos’è la scienza?
–          Noiosa!
Grida qualcuno dalle ultime file.
–          L’unica materia in cui faccio schifo!
Dice qualcun altro.

Gli occhi del prof passano in rassegna la prima fila e si soffermano su Kaylee.

Prof. McGomery : Signorina Flores?
Kaylee : Lo studio di qualcosa.

Kaylee guarda il prof incerta.

Il prof si avvicina e pianta l’indice sul suo banco.

Prof. McGomery : Che altro?
Kaylee : La conoscenza acquisita attraverso lo studio, l’osservazione e la sperimentazione.

Kaylee aggiunge guardando il prof sempre tesa. Il prof rassegnato si volta per tornare alla cattedra e Kaylee guarda Paige per sussurrarle all’orecchio.

Kaylee : Perfetto, sembrava stessi facendo un provino per l’audiolibro del nostro giornale scolastico!

Paige ride e le appoggia la mano sulla spalla.

Paige : Piccola Kay! Non tutti sanno che sei vergine. Mettila in quel posto a quel pallone di lardo e diglielo con le tue parole!

Kaylee si sente spronata dall’amica.

Kaylee : La scienza è indagine e una buona indagine richiede molta pratica!

Tutta l’aula è in silenzio.

Il prof McGomery si appoggia alla cattedra e inizia a far roteare la matita tra le sue mani, rimanendo in silenzio.

–          Anche il sesso!! Vero Flores?
Commenta qualcuno dal fondo.

Kaylee deglutisce, alzando appena l’angolo del labbro, consapevole di non sapere dare una risposta.

“Ho 19 anni e sono vergine.” Pensa dentro di se Kaylee, facendo su sospiro e ripetendosi quelle parole nella mente, quasi fosse incredula del motivo per cui le cose le stessero andando in quel modo.

In quell’istante iniziano delle risatine, ma isolate.. perché il prof ha già puntato un indice ammonitore contro il “colpevole.”

Prof. McGomery : Quello non farà parte dei compiti di casa di oggi!.

h. 9.30 – Casa Rebecca

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Quelle strade su cui cammina sono sparite da tempo, o forse no. Il calore del sole rovente le brucia la faccia e la ruvida sabbia sotto i piedi nudi sembra reale. Chiude le dita nella sabbia candida e lascia che i granelli le solletichino i piedi. Rebecca sa che è quasi vero e che da qualche parte, dentro di lei ha paura del prezzo da pagare. Ci sono dei morti, allineati lungo la spiaggia, ma uno, in particolare, attira Rebecca.

Inizia a vagare senza una meta, come un fantasma, attratta da quella figura avvolta da un mantello nero. La mano agisce per volontà propria, allungandosi per toccare quel volto coperto. Le sue dita seguono il contorno della guancia, fredda, nonostante il calore della spiaggia. La figura si scosta, si allontana, scomparendo e lasciando dietro di se solo un’ombra.

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Evan stringe Rebecca forte a sé. Lei grida, la sua pelle gronda di sudore e il petto si muove rapido.

Rebecca si aggrappa a Evan e si tengono stretti l’uno all’altra aspettando che l’incubo svanisca.

Con gli occhi serrati, Rebecca preme la fronte contro il petto di Evan, inginocchiato accanto a lei sul divano.

La vicinanza con Evan riaccende vecchi di ricordi di quando erano piccoli e si infilavano insieme sotto le coperte nel letto.

Rebecca tocca il petto di Evan, standogli così vicino, sente il profumo caldo e leggermente oleoso della sua pelle. Le sue braccia la cingono e le sue mani sono morbide. Forse può rimanere cosi ancora un minuto.

Evan tossisce e si ritrae.

Evan : Tutto bene?

Evan arrossisce.

Rebecca annuisce e guarda altrove. Si stiracchia lentamente, partendo dalle dita dei piedi, poi gambe, il torso e le gambe, allungandosi più che può e lasciando sciogliere i crampi e i nodi muscolari.

Rebecca : Perché non la smetti di guardarmi e non mi prepari la colazione?

Rebecca indossa una vecchia t-shirt e un paio di pantaloni di felpa. Afferra il maglioncino e lo infila, a disagio per la presenza di Evan.

Evan sorride, con un po’ di malizia e si alza dal divano, attraversando la stanza verso la cucina. Rovista in una credenza e comincia a tirare fuori burro e piatti. È molto maldestro, rovescia il latte e brucia i toast.

Rebecca : Papà? È già uscito?

Evan Credo sia tornato a letto e stia dormendo.

Evan mantiene lo sguardo basso, mentre mischia una ciotola di muesli con un cucchiaio di miele denso e quindi la spinge verso di lei.

Rebecca : Il mio preferito!
Evan : Ti conosco fin troppo bene! Più si quanto tu possa pensare!.

Rebecca sorride incrociando lo sguardo di Evan. Rimane qualche secondo a guardarlo, poi distoglie la vista e nel momento in cui guarda fuori dalla finestra, i suoi occhi vedono un’ombra che si muove fino a scomparire.

Qualche brivido freddo percorre la schiena di Rebecca e immediatamente rivive la stessa scena dell’incubo di qualche oretta prima.

h. 10.30 – Hamptons Dumont High School

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Sasha : Ancora.. oh, si.. così !!! Oh mio.. wooww…

Sasha ansimante, raggiunge il culmine del piacere dopo una seduta di puro sesso con Patrick sulla cattedra di un’aula a caso all’interno della Hamptons Dumont High School.

Patrick le accarezza i capelli, soddisfatto di aver dato a Sasha quello che voleva. La prende per i fianchi e la porta sopra un banco facendola sedere con violenza. Afferra la testa di Sasha dalla nuca e tirandola verso di se le da un bacio caloroso, lungo..e passionale.

Patrick : Certo che se ogni settimana facciamo così e nessuno ci becca, potrei fare un abbonamento!

Ironizza Patrick, allontanandosi dal banco e sistemandosi i boxer e i pantaloni.

Sasha : E’ da tre anni che non vengo più qui, ma so tutto. Ogni segreto, spostamento, nome. Infondo fino a poco tempo fa era il mio regno!

Sasha risponde con tono caldo e altezzoso. Si sistema la bratellina del vestito di seta e scende dal banco. Trova le sue mutandine sulla sedia della cattedra e le indossa, per poi sistemarsi i capelli.

Sasha : Mi piace questa scopamicizia!

Continua  mentre prende un lucidalabbra dalla borsa rigorosamente Louis Vuitton e si stende il velo si lucido sulle labbra.

Patrick : Sono sicuro che avrà una durata molto lunga! A proposito io tra poco devo andare a lavoro, ma..se ti va più tardi…
Sasha : Ho una festa da organizzare e in più devo fare shopping appunto per la festa. Magari domani.. èh?

Sasha si avvia verso la porta d’uscita.

Patrick : Ma sono invitato anche io alla festa vero ???

Sasha sente le parole di Patrick, ormai lontane..e sorride senza rispondergli. Si chiude la porta alle spalle e come i vecchi tempi quando regnava alla Hamptons Dumont High School, si inoltra per i corridoi, con lo sguardo alto e fisso davanti a se, con la camminata tipica di una che vuole farsi notare.

Mentre sta tirando fuori i libri di storia dall’armadietto, Kaylee si sente un peso addosso che quasi la fa scaraventare. Si volta di scatto e sbuffa.
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Kaylee : Ehi !!!!!!!!!! Stai attenta a dove cammini accecata !

Sasha ridacchia alla reazione della ragazza.

Sasha : Sfigata dai capelli rossi, magari un po’ di palestra per far dimagrire quel culone ti farebbe bene! Non è colpa mia se occupi mezzo corridoio.

Sasha le fa l’occhiolino.

Kaylee la guarda male con una sorta di ringhio interiore.

Kaylee : Oh certo, chiamerò il tuo chirurgo plastico! Sono sicura che saprà modificarmi il mio sedere come ha fatto con le tue tette!

Sasha alza un sopracciglio e spalanca la bocca stupita dalla reazione della ragazza, nessuna le si era mai rivolta in quel modo. Si guarda la scollatura del seno e poi guarda Kaylee, rendendosi conto che non può veramente competere con lei da quel punto di vista.

Sasha : Ok, va bene, hai vinto! Mi sono lasciata travolgere dai vecchi tempi. Ma questa non è più la mia scuola.
Kaylee : Venivi a scuola qui ?

Kaylee la squadra curiosa.

Sasha : Non hai mai sentito parlare di me?

A Sasha le scappa un sorrisino e una risata quasi isterica.

Sasha : Sono Sasha Murdok, la regina più indiscussa di questa scuola.

Kaylee la guarda arricciando il naso.

Kaylee : Beh io mi sono trasferita da un anno.

Kaylee le porge la mano.

Kaylee : Piacere di conoscerti, Kaylee Flores.

Sasha le guarda la mano, poi la guarda in viso.

Sasha : E come fai a sapere che sarà un piacere? Comunque..

Sasha le porge la mano andando a stringere quella di Kaylee.

Sasha : Benvenuta alla Hampt…..

Sasha Non riesce a terminare la frase che appena tocca la mano di Kaylee, una scossa quasi elettrica e glaciale attraversa tutto il suo corpo, dilungandosi sul braccio..fino alla mano ed estendendosi probabilmente sul corpo di Kaylee.

Kaylee prova ad allontanare la mano, ma è come paralizzata. La sensazione di chiusura, voragine e vertigini si impossessano di lei. Quel freddo glaciale, si trasforma a poco a poco in caldo rovente, fino a sciogliere gli arti e spingere le ragazze una lontana dall’altra.

Completamente staccate a qualche metro di distanza, si guardano. Attorno non c’è nessuno, solo loro due e quella sensazione terribile, di non riuscire a pronunciare una parola.

h. 11.00 – Oldest Library East Hamptons

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Con le mani salde sul volante, Jane avanza nella pioggia, pregando di trovare parcheggio davanti alla libreria. Volta l’angolo e va a posizionare la macchina a pochi metri dall’ingresso principale.
Scende dalla BMW facendo un sospiro di sollievo, dato che è stata male per tutto il tragitto, intrappolata nella sensazione di vuoto provocatagli dalle pastiglie.
La pioggerella sottile le bagna lievemente le guance. Si tira su il cappuccio e dopo aver chiuso l’automobile con un “click”..corre verso l’ingresso della libreria.
Un signore anziano apre il portone di vetro e legno massiccio e le fa cenno di entrare.

Jane sorride.

Jane : La ringrazio! Buona giornata.

Jane dice a stento con il fiatone. Entra nell’edificio e si abbassa il cappuccio, passandosi le mani sui capelli tirati indietro dalla lacca per lo chignon.
Si guarda in giro e come d’abitudine, la libreria è vuota.
Pensa a quello che in teoria potrebbe fare in quella giornata noiosa e l’unica cosa che le viene in mente è allenarsi studiando alla lettera qualche esercizio di danza.
Si avvia verso la sezione sui libri dedicati alle discipline e si incammina tra gli scaffali. Si sofferma sulla lettera D e inizia a far scorrere gli occhi in modo indefinito.
Trova qualche libro interessante, lo prende e a passo più o meno affrettato si dirige alla sua postazione all’ingresso. Appoggia tutto sulla scrivania e tira fuori il cellulare dalla tasca, lasciandolo sopra i libri. Sospira e si lascia cadere sulla poltrona, sentendo una strana nausea addosso. Socchiude gli occhi e si massaggia le tempie.

–          Mi scusi?! Dovrei restituire questi due libri..
Dice una voce che fa sobbalzare subito Jane.
Jane : Mi scusi lei! Ero assorta dai miei pensieri..diceva?

Jane si alza per sembrare più professionale e sfoggia un sorriso, il più sincero possibile.

–          Ho preso in prestito questi due libri una settimana fa e ora non mi servono più, quindi sono qui per restituirli.
Jane : Certo, non si preoccupi. Li lasci pure qui sul ripiano. C’è qualcos’altro che le possa interessare?

Chiede Jane al cliente, mostrandosi il più tranquilla possibile.

–          No, sono a posto così. Grazie.
Il cliente si sporge un po’ in avanti per leggere il nome di Jane sul cartellino appoggiato al taschino della camicia, ma viene attratto dal ciondolo di smeraldo che lei porta al collo.

Jane segue lo sguardo del cliente come a volere indagarlo. Appena nota che si sofferma sul ciondolo, ci porta sopra la mano e racchiude la goccia tra la sua mano.

Jane : Perfetto. Arrivederci.

Jane lo congeda subito, accennando un sorriso di circostanza, sentendosi imbarazzata e preoccupata.

Il cliente le sorride con charme, poi si volta e uscendo dalla libreria apre un ombrello nero ed infine se ne va.

Jane lo guarda andare via, rimanendo in fissa per qualche secondo.

Il suo cellulare squilla accanto a se e il suono le fa distogliere lo sguardo dal vuoto davanti a se. Scuote la testa per tornare con i piedi per terra e prende il cellulare. Legge il messaggio,  è di Steven.

[sms] Vediamoci questa sera alla festa sulla spiaggia. Se per le 7.30 sarai li, allora vuol dire che ci sarà ancora un futuro per noi. Se dovesse succedere il contrario, chiuderò per sempre con te.

Jane rilegge il messaggio più volte.

Jane : Un ultimatum ?!

Commenta a voce abbastanza alta, incredula.

[sms] Ci sarò.

Si limita a rispondergli e spegne il blackberry. Fa per appoggiarlo sul lasciato dal cliente ma la sua attenzione viene attratta dal titolo in corsivo dorato : “Negromanzia e Profezia, quando entra in gioco il destino.”

Jane aggrotta la fronte e prende il libro girandoselo tra le mani. Lo inizia a sfogliare a caso, trova immagini, parole in latino, greco, egizio, geroglifici, numeri. Una confusione totale.
Ma la curiosità è tanta, quindi apre il libro in una pagina a caso e cerca di capire quell’ingarbuglio di simboli cosa potesse significare.

Jane : Bah, questo libro ci fa un baffo ai Maya. Ma che se ne faceva di questo coso, quello la?

Commenta sempre fra se e se, tanto in quella sala riecheggia il silenzio.

Jane : Ma che è? Una setta ?!

La caduta di un oggetto metallico a pochi metri lontani, fa sobbalzare Jane. Si volta di scatto con il cuore in gola a mille dal terrore.

Jane : Ehilà ?? C’è nessuno ?

Non ottiene risposta. Fa un respiro profondo e torna a guardare il libro. Gira la pagina e un vortice di vento entra nella libreria.  Jane si guarda ancora attorno ma le finestre sono chiuse, così come la porta principale.

Le pagine del libro iniziano a sfogliarsi da sole, fino a soffermarsi più o meno al centro. Jane torna ancora una volta a guardare il libro ma si sente soffocare. Si sente come delle mani al collo che stringono sempre di più con forza. Le vene iniziano a dilatarsi e il respiro diventa affannoso.

Jane : Aiut- aaiut….

Si porta le mani al collo ma inutilmente, come una forza di gravità viene tirata in direzione del libro. Le cede un ginocchio, poi l’altro..e si ritrova per terra, ormai quasi senza fiato, sentendo gli ultimi attimi di vita ormai vicini. La vista si fa appannata ed infine cade per terra, sdraiata..vedendo un paio di anfibi neri che si allontanano.

h. 18.00 – East Hampton Wiborg Beach

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Nonostante ci sia ancora il cielo grigio e nuvoloso per via della giornata esclusivamente di pioggia, Sasha non si lascia intimorire da quel piccolo ostacolo per dare il via all’evento da lei organizzato per la fine dell’estate all’ East Hampton Wiborg Beach.
Parcheggia la sua Mercedes CLK al posto riservato e una volta scesa elegantemente dalla macchina si sistema i boccoli biondi sulle spalle. Fa un respiro profondo e si incammina verso la location, dando un’occhiata di sfuggita in giro.
E’ tutto il giorno che ripensa alla vicenda che le è capitata quella mattina alla Dumont High School, con quella ragazza di cui non si ricorda neanche il nome… e nel momento in cui i suoi assistenti la salutano, lei si limita ad alzare la mano per educazione.
Va a sedersi ad uno sgabello al bancone del bar appositamente installato sulla spiaggia e accavalla una gamba, quasi stressata.

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Sasha : Un bicchiere di scotch, senza ghiaccio.

Prende il suo blackberry dalla borsa e trova una decina di sms, ma decide di ignorarli. Appena il barista  appoggia il bicchiere sul bancone, lo afferra e manda giù d’un fiato tutto il contenuto, sentendosi bruciare la gola.

Sasha : Secondo giro, grazie…

Spinge il bicchiere vuoto verso il barista, il quale si limita ad annuire e accennare un sorriso.

Sasha : Ehi.. ehi, tu! Con quella canotta voncia bianca ! Devo parlarti!

L’uomo che si sente chiamare si volta verso Sasha e la raggiunge, con un’espressione stupita sul volto.

Sasha : Come siamo messi ? Per il falò è già tutto a posto? Non vorrei che qualcuno rimanga ustionato!

Sasha accenna un sorriso ironica, prende il bicchiere di scotch, nuovamente pieno e scende dallo sgabello, guardando l’addetto ai lavori.

–          Si beh, siamo ad un buon punto.. stiamo sistemando la legna in modo da poter poi delimitare la zona, per non far avvicinare troppo la gente.
Sasha : Ottimo, avete ancora due ore..deve essere tutto perfetto, intesi?

Sasha parla con un tono severo poi manda giù mezzo bicchiere di scotch, guardandosi attorno.

–          Non si preoccupi signorina, la sua festa sarà un successo.
Sasha : Si certo, non ho dubbi!

Risponde in modo altezzoso.

Sasha : Cosa ha da guardare, ora? Puoi tornare al lavoro! Evapora!!! Via!

Gli urla quasi contro, minacciandolo con lo sguardo. L’uomo non se lo fa ripetere due volte e si allontana subito.

Sasha scuote la testa quasi incredula, fa un ultimo sorso di scotch e si gira verso il bancone per appoggiare il bicchiere vuoto.

Sasha : Gente incompetente !!!

Commenta ad alta voce per se, quando nel rigirarsi verso la spiaggia, sbatte contro qualcuno.

Sasha : E no oggi è la seconda volta !!!!!

Si lamenta, quando alza lo sguardo e nota un ragazzo.

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Steven : Allora forse sei tu, che sei incompetente!

Steven la guarda ironizzando.

Sasha : La tua simpatia può fare invidia ai comici del circo!

Sasha incrocia le braccia e alza un sopracciglio.

Steven : La verità fa male, cara!
Sasha : Ma guarda questo, con chi credi di avere a che fare? Tu, non sai chi sono!!!!
Steven : E invece lo so eccome! Sasha Murdok, sbaglio?

Sasha lo guarda sorpresa e le si apre un sorrisino sul volto.

Sasha : Wow, sono popolare anche tra gli emarginati !

Steven aggrotta la fronte.

Steven : Conosci Jane Parker per caso ?

A Sasha le si gela il sangue a sentire quel nome. Deglutisce e annuisce.

Sasha : Si, si.. ehm..

Sasha si gratticchia la testa.

Sasha : Si la conosco, perché ?
Steven : Nulla, devo aspettarla qui..
Sasha : Oooh, qui? Alla festa?
Steven : Si, più o meno..

Steven accenna un sorriso.

Sasha : E posso sapere perché?

Sasha si incuriosisce.

Steven : Diciamo che non parlo di cose private con gli sconosciuti, ma chiamiamolo una sorta di appuntamento..
Sasha : Mmmh,quindi uscite insieme?

Chiede nuovamente, sempre più interessata.

Steven : Si, è la mia ragazza.. o meglio, credo che lo sia ancora.

Specifica Steven.

A Sasha le si illuminano gli occhi e le si apre un sorriso sul viso.

Sasha : Scusa, come hai detto che ti chiami ?

Gli chiede da finta tonta.

Steven : Steven Gray.

Steven le porge la mano.

Sasha : E’ un piacere Steven..

Sasha fa per porgergli la mano, ma in quel momento ha un flashback a quella mattina, alle parole, al gesto..e subito si irrigidisce. Ritrae la mano, apre la borsetta e tira fuori un bigliettino da visita..allungandoglielo a Steven.

Sasha : Qui ci sono i miei contatti, non so..se hai bisogno di qualche evento, una giornata di shopping o una semplice uscita tra amici. Non esitare a chiamarmi!

Steven la guarda e sorride, poi afferra il bigliettino e se lo gira tra le mani.

Steven : Lo farò Sasha..

Steven porta il bigliettino in tasca e ne approfitta per prendere il cellulare.

Steven : Beh, io è meglio che vada.. buona serata.
Sasha : Si..certo..! Buona serata anche a te!

Conclude Sasha soddisfatta e con un sorriso sul volto, mentre lo guarda allontanarsi.

Qualche ora dopo la spiaggia è già addobbata con le luci, i fiori, la musica di sottofondo e all’ingresso un grande striscione “End of Summer Party”. La gente inizia ad arrivare, chi a piedi, chi in macchina e chi anche in bicicletta. Piano piano la Wilborg Beach si riempie e la folla inizia a disseminarsi tra i vari punti della festa.

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Rebecca : Sei sicuro che sto bene vestita cosi? Non sono troppo elegante?

Rebecca, cammina a braccetto con Evan e si volta verso di lui.

Evan : Sei favolosa! Ora basta complessi..e pensiamo a divertirci ok? E’ tutto il giorno che sei paranoica per colpa di quell’incubo!.

Evan le stampa un bacio sulla guancia e le sorride, mentre la trascina dentro la festa.

Rebecca sorride appena sente le labbra di Evan sulla sua guancia, poi lo guarda.

Rebecca : Sai sempre come farmi tornare il sorriso..
Evan : A cosa servirebbero gli amici se no ?
Rebecca : Hai ragione, ma tu sei più di un amico!

Evan a quelle parole si blocca di scatto guardandola ad occhi spalancati.

Evan : C-cosa intendi dire esattamente ?
Rebecca : Tu, sei il mio migliore amico, la mia vita..

Rebecca gli sorride, perdendosi per qualche attimo nei suoi occhi.

Evan sorride anche lui a quelle parole e incrocia il suo sguardo. Alza la mano..e le accarezza una guancia, poi si avvicina con le labbra alla fronte di Rebecca e le lascia un altro bacio.

Evan : Ci sarò sempre per te, a qualunque costo.
Rebecca : Lo so..

Si limita a rispondere Rebecca, poi si volta e si immischia nella folla.

Fino alla fine aveva deciso di non andare a quella festa, ma qualcosa le diceva che doveva andarci. Assorta dai pensieri, Kaylee arriva alla Wiborg Beach con la sua bicicletta. La lascia vicina ad un palo e la lega, fa un sospiro per rilassarsi e si guarda in giro.

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“Buona fortuna Kay” . Pensa fra se e se, indecisa se proseguire o no.

Ma si rende conto troppo presto che ormai è li e non può più tornare indietro, soprattutto notando in lontananza Sasha, raggiante e sorridente che socializza con tutti.

Per tutto il giorno non ha smesso di pensare a quello che è accaduto a scuola e  il pensiero di rincontrarla le mette un po’ di ansia e paura. Fa l’ennesimo sospiro e in solitudine entra alla festa.
Si guarda in giro paranoica, conosce poca gente e il suo carattere chiuso non le permette di socializzare facilmente. Si incammina nella zona buffet e nonostante ci sia un sacco di gente, si fa strada tra la folla.
Guarda ciò che il catering ha da offrire e opta per della verdura in pinzimonio e un bicchiere di prosecco e si allontana poco dopo, andando verso la spiaggia.

La sua mente è affollata di pensieri : la sua verginità, la canzone che ha inciso quel pomeriggio, la scossa gelida della stretta di mano, Sasha e il mal di testa che la tormenta. Si ferma a qualche metro dal bagnasciuga e fa qualche sorso di prosecco. Lascia le infradito a terra e a piedi nudi si incammina a riva dell’oceano, facendo qualche movimento con i piedi per far schizzare l’acqua e lasciando le impronte dei suoi piedi sulla sabbia, facendosi trasportare dall’atmosfera malinconica.

Sasha : Ragazzaaaa !! ehiiii… non so se ti ricordi di me !!! Eiii capelli rossi !!!!

Sasha da lontano aveva visto Kaylee e necessita di parlarle, dopo quello che è successo quella mattina. Così corre verso la riva,urlando.. un po’ impacciata per via delle Louboutin tacco 15.

Kaylee sente che qualcuno la chiama, o meglio percepisce che sia riferito a lei, quindi si volta verso la direzione da dove arriva la voce e nota, sorpresa, Sasha che si avvicina a lei. Così si ferma ad aspettarla accennando un sorriso.

Sasha : Devo parlarti ! E subito..e..in privato!

Sasha ha il fiatone per via della breve corsa.

Kaylee la guarda storta.

Kaylee : Si, certo.. credo anche io che devo parlarti. Insomma, stamattina…

Sasha le porta un dito sulle labbra per zittirla.

Sasha : Meglio non qui, non vorrei farmi vedere con te.

Kaylee ci rimane male a quelle parole, ma la asseconda annuendo.

Kaylee : Che dici quello sdraio laggiù ?

Le indica Kaylee con l’indice.

Sasha : Sembra perfetto, andiamo!

Sasha si leva le Louboutin e le tiene in mano incamminandosi verso lo sdraio, accanto a Kaylee.

Sasha : Scusami, non mi ricordo… come ti chiami ?

Kaylee la guarda male, ancora una volta..incredula.

Kaylee : Kaylee. Mi chiamo Kaylee, per chi mi conosce semplicemente Kay.

Le ripete diverse volte per non farglielo dimenticare.

Sasha : Ok, si .. Kaylee, va benissimo. Come mai sei qui ?

Sasha si volta a guardarla.

Kaylee : Onestamente non lo so. Non sono una che partecipa a questo genere di eventi, ma … che tu voglia o no, dovevo trovarti e parlarti.
Sasha : Allora hai fatto bene a venire qui. E’ da stamattina che sono tormentata da una sensazione stranissima!

Kaylee la guarda e annuisce.

Kaylee : Stessa cosa per me.

Arrivate allo sdraio interessato, si siedono. Sasha accavalla una gamba, mentre Kaylee si accomoda completamente sopra a gambe incrociate.

Kaylee : Quindi, sensazione stranissima.. èh? Tipo?

Sasha sospira e si passa una mano sul mento cercando di riflettere.

Sasha : Spaesamento, nausea, ansia, angoscia.. Non sono più io. Ecco.

Kaylee la guarda e si porta i capelli rossi da un lato.

Kaylee : Spaesamento, nausea, ansia, angoscia…terrore. Come me. Quindi, quella scossa gelida l’hai sentita anche tu appena ci siamo strette la mano?
Sasha : Si, l’ho sentita ed è stata terribile. Cosa potrebbe significare?
Kaylee : Non ne ho la più pallida idea. Ma non è stato affatto piacevole.

Kaylee è sconfortata e le porge la mano.

Kaylee : Potremmo rivivere la stessa scena e vedere cosa succede?
Sasha : No! Non credo sia una bella idea. Ho un party da portare avanti e tra poco c’è il falò.

Sasha risponde immediatamente contraria a quel gesto.

Kaylee abbassa lo sguardo sconfortata, ritirando la mano.

Kaylee : D’accordo. Allora facciamo una cosa, tu passa la tua serata qui alla festa.. e ci vediamo appena finisce il falò, qui. Ok?

Sasha ci pensa su e poi accenna un sorriso di circostanza.

Sasha : Affare fatto.

Kaylee sorride, sorpresa.

Kaylee : Dai ora va alla festa, avremo tempo per capirci qualcosa più tardi. Kaylee le fa cenno con la mano di andare verso la folla.

Sasha sorride e si alza.

Sasha : A dopo, Kaylee.
Kaylee : Divertiti!

Sasha si allontana e Kaylee rimane li. Si allunga sullo sdraio e si mette a mangiare qualche carota mischiata nella salsina e guarda il cielo stellato, pensierosa.

La musica dance rimbomba da diverse ore sulla Wiborg Beach, gli invitati e gli imbucati ballano, quasi tutti con un drink in mano, qualcuno è in un angolino a pomiciare e qualcun altro invece preferisce una passeggiata sulla spiaggia.

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Rebecca : Questa festa è fantastica !!!!!!!!!

Rebecca urla per far sentire la sua voce a Evan.

Evan la guarda e sorride divertito. Beve un altro e ultimo sorso del cocktail, poi si porta davanti a lei e le porge la mano.

Evan : Diventerebbe ancora meglio se accettassi di venire a ballare in mezzo alla folla, con me!

Rebecca lo guarda e le si apre un sorriso malizioso sul volto.

Rebecca : No, lo sai che non ballo!

Evan la guarda facendo una smorfia.

Rebecca  : Ah..tu credi veramente che io non ballerei mai li in mezzo ?!

Rebecca è leggermente brilla, ma divertita dalla situazione.

Evan ancora una volta non le risponde, ma la guarda con un’espressione buffa.

Rebecca : Ok ok, d’accordo. Ti dimostrerò che ti sbagli Evan Simmons !

Rebecca manda giù gli ultimi sorsi di drink e afferra la mano di Evan con un bel sorriso smagliante, facendogli un occhiolino.

Evan le stringe la mano e la trascina in pista.

Evan : Così mi piace Becky! Ora voglio vedere di cosa sei capace!

Le fa fare una giravolta e la tira vicino a se, facendo toccare i loro corpi.

Rebecca ha una sorta di sussulto e tra l’alcol e la sensazione piacevole, si lascia trascinare senza ribattere.
Si muove di fronte a Evan, muovendo il bacino e le braccia a ritmo di musica, socchiudendo gli occhi e facendo svolazzare i lunghi capelli castani a destra e a sinistra. Finalmente si sente isolata dal mondo e l’incubo di quella mattina ormai sembra solo un ricordo lontano.

Evan guarda Rebecca sorridente. Per la prima volta in vita sua, la guarda con occhi diversi. Non vuole approfittarne del fatto che sia ubriaca ma, vederla cosi spensierata gli crea una sorta di attrazione. Le passa le mani delicatamente lungo le braccia, salendo fino al collo..fino a portare una mano sul mento di lei e farle voltare il viso per guardarla negli occhi.

Rebecca sente un brivido percorrerle tutto il corpo al tatto di Evan e appena lui le fa voltare il viso, spalanca gli occhi incrociando lo sguardo di lui. Sorride come un’ebete, gli guarda le labbra carnose..poi si tira leggermente indietro.

Rebecca : AAAAAAAAAhh aiuto !!!!!!!!

Urla di botto, vedendo un uomo incappucciato di nero, camminare tra la folla. Ma le urla vengono sovrastate dal rimbombo della musica.

Evan la guarda paralizzato e la blocca per le braccia.

Evan : Becky !!!!! Che ti succede ????

Gli chiede ansioso.

Rebecca : E’ .. è qu-qui..

Rebecca alza il dito in direzione della palma accanto alla quale ha visto l’uomo.

Evan : Chi  è qui Becky? Mi stai facendo preoccupare!

Rebecca deglutisce e dischiude gli occhi diverse volte, per poi fare un respiro profondo. Guarda ancora dietro di Evan, ma come per magia, non c’è più nessuno.

Evan si volta, ma non vede nulla. Quindi torna a guardare Rebecca.

Evan : Forse è meglio se ti accompagno a casa. Sei un po’ brilla.
Rebecca : No no!!!

Rebecca si toglie le mani di Evan di dosso e si guarda in giro in modo indefinito.

Rebecca : Voglio rimanere qui, non voglio stare a casa da sola!
Evan : Ma non saresti da sola! Verrei anche io con te!
Rebecca : Rimaniamo ancora qui.

Conclude con voce fredda ma sempre con l’angoscia nel tono.

Evan : D’accordo, ma si può sapere cosa hai visto?

Rebecca fa l’ennesimo respiro profondo.

Rebecca : L’uomo incappucciato dell’incubo.
Evan : Becky, sarà stata solo un’illusione! Andiamo a bere qualcosa o a fare una passeggiata sulla spiaggia, cosi di calmi un po’ ?

Evan le parla premuroso, accarezzandole i capelli.

Rebecca si limita ad abbassare lo sguardo e ad annuire, avvicinandosi al corpo di Evan che emana calore e sicurezza.

Evan allarga un braccio e la stringe vicino a se. Le bacia la testa e si allontanano dalla folla.

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Steven è seduto su una sedia di quelle di plastica bianca e si guarda in giro, piuttosto annoiato e ansioso, mentre si rigira il cellulare tra le mani in modo irrequieto.

“Ancora 10 minuti e Jane apparirà più bella che mai.” Pensa, convinto.

Sospira nervosamente e alza la mano per salutare qualche conoscente, quando vede in lontananza Sasha avvicinarsi verso di lui. Abbassa lo sguardo sul cellulare e fa finta di smanettare, non volendo avere a che fare con lei per il momento.

Sasha : Steven! La tua ragazza non è ancora arrivata???

Gli chiede Sasha con voce squillante.

A quel punto Steven alza lo sguardo e accenna un sorriso di circostanza.

Steven : No, tra 10 minuti sarà qui.
Sasha : D’accordo, allora mi siedo qui con te..

Taglia corto Sasha, indicandogli la sedia accanto e sedendosi immediatamente, senza lasciargli tempo per replicare.

Sasha : Allora ti stai divertendo?

Gli chiede Sasha insistente.

Steven : Certo, è una bella festa, complimenti!

Sasha mostra un sorriso smagliante, sfregando una mano contro l’altra.

Sasha : Ormai sono un’esperta in queste cose, come in tante altre..

Specifica, alzando la mano per un cenno di saluto appena vede Patrick a qualche metro di distanza.

Steven : Immagino…

Si limita a rispondere Steven.

Sasha : Immagini cosa?
Steven : Di quello che sei capace di fare..

Steven si gira a guardarla e in quel momento mostra un po’ di malizia sul volto.

Sasha : Ah, si ?? Ora mi rendi curiosa.

Sasha non smette di guardarlo, sempre più attratta dal fascino di quel ragazzo.

Steven sospira e scuote la testa, abbassando per qualche attimo lo sguardo fino a tornare a guardarla.

Steven : Sei una ragazza in gamba, popolare, furba, manipolatrice. Puoi avere e fare tutto ciò che vuoi.

Sasha lo guarda un attimo sbalordita.

Sasha : È questo quello che pensi di me?
Steven : Bè, questo è quello che si dice su di te.
Sasha : Seriamente? In parte ne sono lusingata ma… vorrei provare a farti cambiare idea..

Steven la guarda, poi guarda l’orario sul blackberry.

Steven : Non credo sia una cosa da poter fare…

Sasha capisce e alza gli occhi al cielo.

Sasha : La tua ragazza?

Sasha sbuffa.

Sasha : E’ dalle 6 di questo pomeriggio che sei qui, da solo! Se veramente le importasse di te, a quest’ora sarebbe già qui!
Steven  : E’ molto impegnata con il lavoro.

Steven trova la prima scusa che gli viene in mente.

Sasha : Certo. Lavoro in una libreria dove non c’è mai anima viva.
Steven : Quindi conosci Jane?

Le chiede Steven, cambiando in parte il discorso.

Sasha : E’ una conoscenza di vecchia data, nulla di che. Solo che le nostre famiglie sono amiche e noi due siamo della stessa élite.

Sasha si irrigidisce a parlare di Jane, ma cerca di mantenere una calma assoluta.

Steven : Questo si era capito. Ma sembra non starti molto simpatica …

Sasha sospira e accavalla una gamba inevitabilmente in modo sensuale.

Sasha  : Diciamo che, è successo qualcosa che ha fatto traboccare il vaso..
Steven : Tipo?

Steven segue con lo sguardo il movimento della gamba di Sasha e a quel punto diventa lui quello curioso che forse riesce a scoprire qualcosa di nascosto sulla sua ragazza.

Sasha : Tipo che.. potrei raccontartelo domani, davanti a una tazza di caffè?

Steven la guarda e sorride, senza rispondergli.

Sasha : Hai ragione, ancora una volta ho parlato senza pensare. Sistema prima i tuoi affari con Jane.

Sasha è leggermente irrequieta e si sistema i boccoli sulle spalle, senza guardarlo.

Steven ride a quelle parole di Sasha, le fa un certo effetto, anche tenero.

Steven : E così li chiami affari???
Sasha : Perdonami, ma non sono pratica di storie sdolcinate!

Steven ride ancora.

Sasha : Stai ridendo di me ???

Sasha lo guarda spalancando la bocca e gli occhi.

Steven : Non lo farei mai signora !!

Steven continua a ridere.

Sasha : Non mi fido ! Stai mentendo!

Sasha lo guarda in sottecchi e si alza dalla sedia.

Sasha : Buon proseguimento, Steven.. e salutami Jane.

Sasha si allontana, scrollando le spalle e sospirando pensierosa.

Steven la guarda allontanarsi e si passa una mano sul mento, incredulo. Poi guarda il blackberry e si rende conto che sono già passati 20 minuti dall’orario di appuntamento con Jane e di lei nemmeno l’ombra o un sms o ancor meglio una chiamata.

Steven : Ehi Sasha !!!!

Steven si alza di scatto e la raggiunge fermandola per un braccio.

Sasha si volta sorpresa, rimanendo immobile.

Steven  : Non te la sei presa vero?

Le chiede dolce.

Sasha : Oh, no no.. l’essere permalosa non si addice a me!

Sasha mente e gli guarda le labbra appena inumidite.

Steven : Bene. Senti ti andrebbe di passare la serata con me?

Sasha alza un sopracciglio.

Sasha : Non credo che la tua ragazza sarà contenta di vederci vicini..
Steven : E io non credo che Jane sia ancora la mia ragazza.

Sasha fa un sorrisino un po’ furbo e un po’ amareggiato.

Sasha : Mi dispiace…

Steven molla il braccio di Sasha, rendendosi conto di averla tenuta troppo stretta per tutto quel momento.

Steven : Anche a me.

Sasha lo guarda più intensamente … e si allunga con il collo verso il viso di Steven.

Steven rimane con gli occhi fissi su di lei e nel vederla allungarsi, porta delicatamente una mano sulla nuca di lei.

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Jane : Stev – !!

Jane fa per chiamare il suo ragazzo ad alta voce, ma appena volta il tronco della palma, lo vede a pochi millimetri dalle labbra di Sasha e si blocca in mezzo alla passatoia. Li guarda, con occhi spalancati, completamente sottosopra e con il cuore che in quel preciso istante si è fermato.

Steven si sente chiamare, nonostante la musica alta e si volta di colpo verso Jane. Si stacca immediatamente da Sasha e la guarda, non riuscendo a reagire.

Sasha vede Jane e fa un sorrisino beffardo, rimanendo vicino a Steven e squadrando in modo altezzoso Jane da testa a piedi.

Jane : Che diavolo stai facendo con questa sgualdrina ?????

Jane è arrabbiata nera e si avvicina in modo furtivo verso di Steven.

Steven : Nulla ! Stavamo solo ballando! Poi..tu non sei arrivata e Sasha..
Jane : Non azzardarti a pronunciare il suo nome !!!!! MAI!

Lo minaccia, mentre indica con il dito Sasha e attorno tutte le persone assistono alla scena.

Steven scuote la testa e si allontana da Sasha, avvicinandosi a Jane.

Steven : Jane, tesoro.. non è successo nulla. Stamattina ti ho detto fatto capire chiaramente che io voglio solo te.

Steven le prende la mano, ma Jane la ritrae subito.

Jane : Non mi fido di lei ! E forse si, me l’hai fatto capire, ma non vedevi l’ora che arrivasse questo momento!

Sasha alza gli occhi al cielo e incrocia le braccia gustandosi la scena in silenzio.

Steven : Jane, no! Ma che ti prende ???? Cosa succede? Parlami, ti prego!

Steven è esasperato e non sa più come comportarsi.

Jane : Nul- nulla.. l’imp-importante è che sono qui…

Jane inizia a singhiozzare, poi abbassa lo sguardo e si volta allontanandosi, scoppiando a piangere e correndo verso l’oceano.

Steven : Janeeeeeeeee aspetta !!!!!

Steven urla e la rincorre, ignorando completamente Sasha.

Sasha segue la scena con lo sguardo e fa l’ennesimo sorrisino compiaciuto. Poi guarda la folla.

Sasha : Possiamo andare tutti a vedere il falò! Forza !!!

Sasha batte le mani e incita la gente ad andare verso l’ammasso di legna in mezzo alla spiaggia che sta iniziando a brulicare.

Kaylee, rimasta tutta la sera sullo sdraio, immersa nella sua depressione e solitudine, appena vede le fiamme del falò alzarsi, decide di raggiungere la folla. Si porta in piedi, si stiracchia e dopo essersi data una sistemata ai capelli, raggiunge la folla, guardando le fiamme accese.

Rebecca, seguita da Evan, raggiunge il falò. Lascia la mano di lui, che aveva tenuto stretta durante tutto quel momento, nel tentativo di sentirsi più sicura. Sospira e guarda il centro della legna e annusa l’odore di bruciato che c’è nell’aria.

Jane, dopo essere corsa via da Steven, va ad immischiarsi in mezzo alla folla, in modo da non farsi trovare, in quanto vuole passare del tempo da sola. Raggiunge le fiamme ormai alte a qualche metro di distanza e con gli occhi lucidi, inizia a piangere e a stringere sempre più forte il ciondolo che porta al collo.

Sasha, si rende conto che al piano bar e in mezzo alla pista non c’è nessuno, cosi raggiunge tutti gli invitati. Sorride soddisfatta della festa ben riuscita e si stringe le braccia una contro l’altra, accarezzandosi la pelle per qualche brivido e rimanendo con gli occhi fissi sullo spettacolo creato dal fuoco.

Una di fronte all’altra, senza neanche accorgersene, Kaylee, Jane, Sasha e Rebecca formano un perfetto quadrato
E come se in quel momento non ci fosse nessun altro, i loro occhi si illuminano, assorbono tutto e non rivelavano nulla.
Le fiamme iniziano ad alzarsi e nello stesso tempo le quattro prescelte portano lo sguardo verso la nube sopra la loro testa.
Il falò inizia a scoppiare, le punte di fuoco si alzano sempre di più raggiungendo il massimo.Il fuoco esplode. Il vento si alza. Tutto trema.

Jane sente un dolore al petto e si accascia, stringendo la pancia con le mani; nello stesso momento Rebecca sente un fischio acuto alle orecchie e se le tappa subito per il tremendo fastidio. Sasha sente le ginocchia cederle e si abbassa facendole picchiare sulla sabbia e trovandosi in ginocchio; mentre Kaylee vede appannato, con la vista debole e confusa ma sfregandosi gli occhi diverse volte, non ottiene nulla.

Vengono travolte dal calore delle fiamme cadendo tutte e quattro per terra ed in lontananza una figura rivestita completamente di nero alza le mani verso il cielo

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