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 Ci tengo a precisare che questa è una fan fiction che segue lo stile di una sceneggiatura o un gioco di ruolo. Quindi, ripeto, non è il classico testo da “libro”. Tutto questo perchè ho iniziato a scrivere per divertimento e mi piacerebbe che i lettori lasciassero liberi la loro immaginazione, come un telefilm su carta. Detto questo, vi anticipo che durante la lettura troverete delle immagini e questa è una mia scelta per facilitarvi la lettura e la fantasia. Inoltre troverete anche uno o più link per la musica, gradirei ci cliccaste su e lasciaste che vi accompagnasse come sottofondo nella lettura della scena. Inoltre c’è anche il video INTRO della fiction, proprio come in una vera serie! Infine, ho bisogno di un vostro parere che sia bello che sia brutto, vorrei sapere i vostri personaggi preferiti, i vostri pensieri, le vostre coppie.. qualsiasi cosa vi passa per la mente.
Grazie per l’attenzione e buona lettura!

1×06 – BEAUTIFUL DARKSIDE

Bisogna provare, bisogna trovare un senso in qualcosa di vero in cui credere.

..NELL’EPISODIO PRECEDENTE..

h. 19.30 – Royal Art Ville + Montauk Highway

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La festa continua, gli invitati non si accorgono di quello che sta succedendo attorno a loro, come se fossero chiusi dentro la stessa bolla.
Rebecca dopo aver visto Kaylee e Sasha entrare nella villa si è diretta verso la folla per cercare Paul.
Lo trova seduto su uno sgabello che mangia qualche oliva verde snocciolata, così affrettando il passo si avvicina.

-Rebecca : ehi..ti ho cercato per tutto il tempo! Dove sei stato?

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Paul la vede avvicinarsi e le sorride, con il suo solito sguardo misterioso.

-Paul : mi hai cercato?
-Rebecca : se non ricordo male, ti sei allontanato appena ho visto le mie amiche..
-Paul : mi sembrava la cosa giusta da fare… robe da donne, no?
-Rebecca : esatto! Senti io ho intenzione di andare a casa, non ho più nulla che mi trattiene qui. Ci vediamo domani?
-Paul : come sarebbe a dire che non hai più nulla che ti trattiene qui? Io sarei nulla?

Le chiede Paul fintamente offeso.
Rebecca ride e gli da una spinta.

-Rebecca : non intendevo questo! Intendevo che è stato un pomeriggio stressante..e ho troppi pensieri per la testa!

Rebecca afferra un’oliva e se la porta alla bocca.

-Paul : d’accordo a domani..

Rebecca gli sorride e si avvicina a lui per lasciargli due baci sulla guancia.

-Rebecca : a domani….

Lo guarda per un ultimo istante poi si volta per allontanarsi.

Paul la guarda che va via, poi scatta giù dalla sedia e di corsa la raggiunge, bloccandola per il polso.

-Paul : aspetta!!! Lascia almeno che ti accompagni a casa!

Rebecca si volta verso di lui, indecisa.

-Paul : non è bello tornare a casa da soli a quest’ora..e poi, almeno potremmo passare il tragitto insieme..

Rebecca sospira.

“Evan Sasha e Kaylee pensano che sia immischiato in cose losche, non dovrei accettare il passaggio. Ma potrei scoprire cosa nasconde..” continua a pensare senza staccargli gli occhi di dosso.

-Rebecca : ok! Ma solo perchè non ho voglia di percorrere tutta la città a piedi con queste scarpe tacco 12!

Puntualizza Rebecca alzando i piedi per mostrare a Paul i tacchi ben affiliati quasi come se fosse un’arma da difesa.

-Paul : perfetto! Con la mercedes sarai a casa in meno di cinque minuti..
-Rebecca : va piano!
-Paul : sto scherzando!

Paul accenna una risata e si avvia verso l’uscita della villa seguito da Rebecca.

“Sei cosi dannatamente sexy!” Rebecca si mordicchia il labbro guardando Paul da dietro da capo a piedi e analizzando le sue natiche che si muovono.

Paul fa scattare la portiera della mercedes e apre la portiera per Rebecca.

-Rebecca : grazie..

Gli accenna un sorriso ed entra in macchina accomodandosi nel posto del passeggero. Si mette subito la cintura di sicurezza e stringe forte la borsa.

-Paul : sembri terrificata! Ah no..giusto, sono io che ti faccio questo effetto!

Paul fa sobbalzare Rebecca e si accomoda al suo posto chiudendo la portiera e in pochi secondi mette la retromarcia per uscire dal parcheggio ed infine si allontana, mantenendo una velocità costante.

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-Paul : si è incazzata tua madre oggi?
-Rebecca : abbastanza….
-Paul : è colpa mia..
-Rebecca : ovvio che si!

Paul si volta verso di lei e la uccide con lo sguardo. Rebecca si volta verso di lui e deglutisce.

-Rebecca : guarda la strada per favore..
-Paul : so quello che sto facendo..
-Rebecca : non hai quattro occhi! Attentooooooooo !!!!!!!!

Paul inchioda, poi si volta a guardare la strada e due signori anziani attraversano lentamente le strisce pedonali.
Rebecca si sente il cuore in gola e il respiro mancare, con una mano tiene stretta la borsa e con l’altra il sedile.

-Rebecca : per favore, non farmi spaventare… portami a casa sana e salva…

Paul sorride e le accarezza il viso con il torso della mano.

-Paul : starò più attento ma tu non mi distrarre…
-Rebecca : ok..

Taglia corto e guarda dritta di fronte a se la strada. La coppia di anziani sale sul marciapiede e Paul riparte a velocità moderata. Rebecca fa un sospiro di sollievo e rimane comunque concentrata su ciò che ha davanti a se, contando i battiti cardiaci.

-Paul : non mi distrarre, non vuol dire non parlarmi..
-Rebecca : allora non capisco..
-Paul : dentro di te.. c’è una certa energia positiva che mi attira…
-Rebecca : energia positiva….bene..
-Paul : diamine Rebecca !!!!!!! Non lo hai ancora capito?

Paul si volta verso lei con gli occhi pieni di rabbia.
Rebecca deglutisce ancora, negando con la testa.

-Paul : tu…… e le tue cazzo di amiche siete le prescelte!!!!

Rebecca si posiziona meglio sul sedile, cercando di non lasciarsi sfuggire la situazione di mano.

-Rebecca : prescelte?
-Paul : le vostre famiglie…… sono…..

Paul si irrigidisce e tiene ben saldo il volante della macchina, continuando a guidare. Preme di più il pedale dell’acceleratore, raggiungendo circa i 130 km/h.
Rebecca si tiene ben salda lasciando andare la testa sul poggia testa e guardando con la coda degli occhi Paul.

-Rebecca : cosa sono…..?
-Paul : dal primo giorno che sono qui…… ho avuto questa sensazione..
-Rebecca : da ieri….?
-Paul : no! Dalla festa di fine estate..
-Rebecca : tu..? Cosa?..Per favore spiegami…..

Rebecca cerca di mantenere la calma assoluta.

-Paul : ero io …
-Rebecca : eri tu……….

Rebecca cerca di mettere insieme le parole di di Paul. Nota che la velocità è aumentata ancora, guarda fuori dal finestrino e nota di essere sulla Montauk Highway.

-Rebecca : dove mi stai portando?
-Paul : cazzo Rebecca !!!!!!!!!!!! Ragiona con il tuo cervello!!!
-Rebecca : lasciami qui !!!!!!!!! Fammi scendere subito!
-Paul : no !!!!!!!

Paul schiaccia più forte ancora l’acceleratore e la macchina sfreccia a velocità impossibile.

Rebecca capisce che la sua fine è vicina. Si copre gli occhi con il viso e guarda Paul angosciata.

-Rebecca : la mia famiglia…. tu conosci mia mamma…… tu vuoi vendetta…… tu.. C O S A ….. S E I?

Non ha tempo di formulare la risposta che le si gela il sangue nelle vene.

“Non può essere : la verità è più inquietante di qualsiasi dubbio.” Rebecca continua a spostare lo sguardo tra Paul e la strada ormai completamente sopraffatta dal terrore.

Paul volta lo sguardo pieno di orrore. Le pupille degli occhi si dilatano. Diventano completamente nere. Due o tre gocce nere scivolano giù. Le falde della giacca nera si spiegarono, non come le ali di un pipistrello, ma come quelle di un mostro. Un mostro delle tenebre.
E sfreccia via, più veloce.

Rebecca ha troppo paura, sente il mondo fermarsi, non riesce a reagire, non ha la forza di capire dove sta andando ne di alzare un dito della mano. Torna a guardare la strada per pensare alle migliori delle ipotesi.
Una figura si compare in mezzo alla strada, Rebecca si copre la mani con il viso.

-Rebecca : Aaaaaaaaaaaaaaahhh aiuto!!!!!!!!!!! Paul frenaaaaaaaa !!! Paul!!!!!
-Paul : cazzooooooo levati da davanti!!!!!!!!!

La macchina continua a sfrecciare, sempre più vicina alla figura umana. Paul frena, tenendo ben saldo il volante, sterza, il rumore ghiacciante, la macchina fa un un mezzo giro su se stessa. Rebecca allunga la mano verso il volante, la persona si identifica ormai a pochi metri.

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-Rebecca : Claudine??

La macchina sterza nel senso contrario, portandosi un rumore assordante con se e lanciandosi a tutta velocità oltre il ponte.
Poi, il buio.

..DUE SETTIMANE DOPO..

h. 15.00 – Hampton Inn Hospital

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Il silenzio riecheggia nell’aria ormai da diverse settimane, accompagnato solo dal fastidioso suono dei macchinari medici. La stanza è vuota e povera e a dar colore ci sono solo quattro pareti di un verde opaco e qualche fiore lasciato dall’inquietudine dei visitatori di passaggio.
Rebecca è distesa sul letto, coperta da un sottile lenzuolo di cotone che si alza leggermente ad ogni battito irregolare del suo cuore. Accanto al letto, su una poltrona di velluto, Evan è seduto in una posizione alquanto scomoda e non toglie gli occhi di dosso all’amica.

-Infermiera : Signor Evan, la devo far uscire immediatamente. Abbiamo bisogno di fare alcuni accertamenti alla paziente..

L’infermiera, seguita da un gruppo di medici specialisti, fa il suo ingresso nella stanza, facendo tornare Evan con i piedi per terra.

-Evan : si.. d’accordo.

Evan pronuncia a malapena alzandosi dalla poltrona con fare lento e angosciato.

-Infermiera : lei ha bisogno di andare a casa a riposarsi e darsi una sistemata..e magari mangiare qualcosa..
-Evan : no, sto bene così.

Evan taglia corto guardando ancora un’ultima volta Rebecca, poi abbassa lo sguardo e silenziosamente se ne esce dalla stanza per raggiungere la sala d’attesa.
L’infermiera chiude la porta e insieme ai medici si avvicina al corpo di Rebecca per iniziare l’esame.

La sala d’attesa per quanto sia piccola, ospita più o meno tutte le persone care a Rebecca : i genitori, Julie e Charles che dopo una vita passata lontani si ritrovano vicini per quella tragedia. Kaylee e Sasha sedute su due sedie che si stringono la mano e in piedi accanto a loro Jane. Non mancano Steven, la nuova arrivata Kelly ed infine Kevin.
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Evan raggiunge la sala d’attesa senza rivolgere ne una parola ne uno sguardo a nessuno, Kevin è il primo ad accorgersi del fratello, si allontana dal muro a cui è appoggiato e gli si avvicina con un bicchiere di caffè in mano.

-Kevin : credo ne avresti bisogno…

Evan guarda prima il bicchiere poi il fratello.

-Evan : no, sono a posto..
-Kevin : coraggio fratè! Devi reagire !!! Rebecca si riprenderà..

Evan sente un ringhio provenire da dentro se e fulmina il fratello con lo sguardo.

-Evan : ma come cazzo è possibile che non capisci? Non capite ?????

Evan alza la voce nervosamente guardando tutti coloro che lo stanno osservando.
Julie si alza dalla sedia e allontanandosi dall’ex marito, raggiunge Evan.

-Julie : Evan, caro.. credo che dovresti andare a casa a riposarti..
-Kevin : sono giorni che non dormi e non mangi………

Julie allunga la mano per afferrare il braccio di Evan.

-Evan : no! Non permetterti di toccarmi!

Evan si allontana immediatamente da Julie e si volta di spalle per lasciarsi dietro la folla.

-Kevin : Dove vai ?????

Kevin alza la voce per farsi sentire dal fratello che ormai è già oltre la soglia della porta.
Evan sente le parole di Kevin ma lo ignora e prosegue per la sua strada.

-Sasha : vorrei sapere perchè Evan si sente così in colpa con se stesso….
-Kaylee : magari si sente in colpa per quello che è successo a Rebecca…

Kaylee sospira guardando Sasha e intreccia le dita della mano con quelle dell’amica.

-Kaylee : se solo avessi un po’ di confidenza, andrei a parlargli.. ma sono sicura che ora come ora rischierei la vita..
-Kelly : potrei parlarci io…

Sasha alza un sopracciglio guardando in malo modo Kelly.

-Kelly : che c’è ?
-Sasha : nulla….
-Kelly : no, sono seria…….. è possibile sapere che diavolo hai contro di me ?
-Sasha : semplicemente credo che dovresti farti i cazzi tuoi…
-Kaylee : intendeva dire che….magari dovresti rimanere fuori dalla faccenda…..

Kelly sospira nervosamente incrociando le braccia e guardando le due.

-Kelly : se è quello che volete… sta di fatto che sono più vicina a Rebecca io, di tutte voi messe insieme..
-Steven : oh, giusto…….. vuoi raccontare tu cosa stavi facendo con Julie…o preferisci che lo faccia io ?

Steven guarda Kelly in modo sospettoso.

-Sasha : di cosa stai parlando?
-Kelly : non ho la più pallida idea….
-Steven : sarò stato anche fatto quella sera……ma, ricordo chiaramente la scena….
-Jane : eri fatto ??????

Jane interviene incredula dalle parole di Steven e lo guarda ancora più stupita.

-Steven : per modo di dire….
-Kelly : visto.. eri fatto, quindi…
-Sasha : quindi……. non trovare una giustificazione plastik barbie!
-Jane : cioè….. tu.. tu mi hai giudicata e…..
-Kelly : ed è uno stronzo……
-Kaylee : sta zitta K !

Jane guarda Steven scuotendo la testa quasi senza parole. Kaylee e Sasha fulminano Kelly con lo sguardo, la quale fa spallucce cercando di rimanere indifferente.

-Jane : io…..io credo che.. che vado a parlare con Evan..
-Kaylee : sei sicura? Non lo conosci poi così bene..
-Jane : mi è stato vicino prima dell’incidente.. è tempo di ricambiare il favore..

Jane accenna un sorriso a Kaylee e si allontana visibilmente rattristita.

-Steven : beh… ora che tutti i nodi sono al pettine…..

Steven, Kaylee e Sasha guardano Kelly. Kevin e Julie raggiungono il trio appena notano che l’atmosfera si sta scaldando.

-Charles : Kelly è una di famiglia……

Tutti e sei si voltano verso Charles che fino a quel momento è rimasto appartato alla scena pensando solo al bene della figlia.
Julie guarda l’ex marito aggrottando la fronte, non aspettandosi una sua reazione del genere.

-Kelly : già….. io e Rebecca eravamo molto amiche da piccole…
-Steven : questo non spiega il perchè eri nascosta dietro un cespuglio insieme a Julie..
-Kevin : e per la cronaca……anche io ho assistito alla scena…
-Julie : stavamo preparando un piano….
-Sasha : … un piano, per ?..
-Kelly : una sorpresa…

Sasha e Kaylee si lanciano uno sguardo insospettito.

-Kelly : Rebecca non si ricordava di me.. quindi volevamo trovare un modo per dirglielo..
-Julie : qualcosa che non la traumatizzasse troppo..

Julie guarda Charles ancora una volta, come a cercare un appiglio.

-Kevin : questo non spiega però…..tutte le volte che avete nominato Paul…

A quel nome il silenzio torna ghiacciante a riecheggiare nella stanza.
Kaylee e Sasha si stringono di più la mano, mentre Kelly guarda prima Kevin, poi Paul e Charles ed infine Julie.

-Julie : Paul era una persona che non avrebbe dovuto aver a che fare con mia figlia…..e le conseguenze si sono viste..
-Steven : tutto è abbastanza confuso….
-Kelly : dovremmo pensare al bene di Rebecca invece che ad altro..
-Sasha : come scappare dalla colpa..
-Julie : Sasha….. questa volta devo dare ragione a Kelly..
-Sasha : certo.. come no! Che sorpresa!

Kaylee accarezza la testa a Sasha e si avvicina al suo orecchio sussurrandole.

-Kaylee : questa situazione si risolverà ben presto, noi siamo in 7…contro 2 o 3..

Sasha annuisce e accenna un sorriso guardando Kaylee.

-Sasha : la odio! È più forte di me!
-Kaylee : mantieni la calma…sshhh..

Kaylee da un bacio sulla guancia a Sasha poi la stringe più vicina a se, rimanendo in silenzio nell’attesa che qualcuno esca dalla stanza a dare un esito positivo sulle condizioni di Rebecca.

-Julie : Charles… ?
Charles guarda l’ex moglie senza espressione.
-Julie : hai avvisato nostra figlia grande?
-Charles : il telefono non è rintracciabile..
-Julie : spero non abbia cambiato numero…
-Charles : solo quando ti senti in colpa, ti interessa qualcosa vero?
-Julie : in realtà….questo è il momento esatto in cui la nostra famiglia deve essere unita e per quanto la situazione possa essere negativa, è la nostra chance..
-Charles : la contatterò di nuovo.. o chiamerò la Cambridge University..
-Julie : grazie.. Se non ti dispiace volevo andare un po’ a casa a riposarmi e a mangiare qualcosa, poi ti do il cambio questa sera..

Charles annuisce e si avvicina a Julie prendendola per il braccio per allontanarla dal gruppo di ragazzi.

-Charles : non so cosa c’entri quella ragazza con te….. con noi… con Rebecca… ma prima o poi lo scoprirò….. sappilo! Sei in debito con me !
-Julie : nessuno ti ha detto di coprire Kelly.. ne tanto meno me!
-Charles : lo sto facendo per nostra figlia! Sappi che scoprirò cosa stai nascondendo Julie!

Charles lascia di colpo il braccio di Julie e torna a sedersi sulla poltrona con una dose di rabbia in più addosso.
Julie guarda l’ex marito allontanarsi poi si volta e prende il corridoio per andare verso la porta d’uscita dell’ospedale

h. 15.40 – Hampton Inn Hospital (Giardino)

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Jane percorre tutto l’ospedale, passa per le scale d’emergenza, i corridoi..e le sale d’attesa principali nella speranza di trovare Evan per lo meno in un angolo. Ma nulla.
Arriva nella grande hall dell’ingresso e si guarda attorno un’ultima volta, inutilmente. Si sistema la sciarpa di cashmere al collo ed esce nel giardino passando tra le porte scorrevoli.
Ormai l’autunno ha fatto il suo ingresso in quelle giornate tristi di ottobre, gli alberi sono spogli e un venticello fresco le graffia il viso.

-Jane : Evan !!!! Eccoti!

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Lontano pochi metri, Evan è seduto su una panchina lungo il sentiero del giardino mentre guarda fisso e pensieroso davanti a se il movimento dell’erba accarezzata dal vento.
Jane si avvicina a passo affrettato, portandosi davanti a lui con un po’ di fiatone.

-Jane : Ti ho cercato dappertutto !! Cosa fai qui fuori al freddo?
-Evan : Quello che faccio ormai da giorni..penso, penso..e..

Evan sospira.

-Evan : penso.

Jane lo guarda con un’espressione piena di compassione poi si siede accanto a lui, guardando di fronte a se.

-Jane : non devi sentirti in colpa per quello che è successo a Rebecca..
-Evan : non puoi dire una cosa così! Sai benissimo che se non fosse stato per me, Rebecca non sarebbe salita su quella macchina!

Jane si volta verso Evan.

-Jane : allora mi devo incolpare anche io? Se non fosse stato per me e per le mie manie di controllo, se non l’avessi fatta aspettare e non l’avessi lasciata sola …lei non se ne sarebbe andata con Paul.

Jane fa un respiro profondo e si mette comoda a guardare Evan.

-Jane : Evan, guardami per favore..

Evan rimane impassibile e distoglie lo sguardo dall’erba, per guardare le proprie scarpe.

-Jane : Evan!!!! Sono seria! Rebecca starà bene ! I medici hanno detto che si riprenderà ben presto!

Evan si volta verso Jane mantenendo sempre un’espressione rattristita sul volto.

-Evan : ma hanno anche detto che è qualcosa di veramente strano, ciò che le è successo.
-Jane : è strano.. si..ma lei sta bene!
-Evan : Odio il fatto che lei sia in coma.. che non posso parlarle, abbracciarla..sfiorarla..
-Jane : lo farai presto. Devi solo essere paziente.. Ma, non è colpa tua.. ok?

Jane prende la mano di Evan e gliela stringe.

-Jane : Paul è colui che nasconde un lato oscuro, terribile..è…è un mostro!
-Evan : ed è in libera circolazione …
-Jane : e può tornare a far danni.. Ma non farà niente fino a che non trova un altro bersaglio..
-Evan : non mi rassicura questa cosa..
-Jane : Rebecca è al sicuro..
-Evan : Lo so, lo spero.. vorrei solo che si svegliasse..

Jane gli stringe di nuovo la mano.

-Jane : lo vorrei anche io.. per il bene di tutti quanti..e per capire esattamente cosa è successo quella sera..
-Evan : cosa mi dici di te invece? Sembri cosi sicura che tutto andrà per il verso giusto..non hai paura?

Jane abbassa lievemente lo sguardo.

-Jane : no,non ne ho. Non mi sento minacciata per ora..Voglio solo pensare a trovare delle risposte a tutta questa situazione misteriosa..
-Evan : Sei una ragazza così forte.. io sono uno smidollato!! Ti ammiro, sul serio!

Jane si lascia scappare un sorriso e torna a guardare Evan.

-Jane : Non sei smidollato! Sei solo innamorato..e……e leggermente sfigato..
-Evan : Ah.. grazie !!!

Evan scoppia a ridere subito dopo e Jane lo segue a ruota di scorta.

-Jane : visto? Sono riuscita a strapparti un sorriso!
-Evan : Grazie Jane..
-Jane : Non c’è di che.. quando vuoi, ci sono..

I due rimangono in silenzio a guardarsi per qualche minuto, lasciandosi trasportare solo dal sottofondo del rumore del vento increspante contro le foglie.

-Evan : tu hai risolto i tuoi problemi di depressione ?
-Jane : non ho toccato droga ne alcol da quando me le hai perquisite tu..
-Evan : devo crederti?
-Jane : sembra che fino ad ora ti sei fidato, quindi.. perché non credermi?
-Evan : d’accordo.. e.. hai parlato con Steven?
-Jane : No! Ho scoperto poco fa che si fa le canne…ah, insieme a tuo fratello..
-Evan : di mio fratello non è una novità.. ma, Steven.. beh, per quanto ce lo si poteva aspettare… che coraggio allora a giudicarti..
-Jane : Lo so.. lo so.. ma piano piano mi sto rendendo conto che posso andare avanti anche senza lui..
-Evan : Lo sapevo io..l’ho detto che sei una ragazza forte, tu..

Jane accenna l’ennesimo sorriso.

-Jane : Sono brava ad indossare quel tipo di maschera..

Evan scuote la testa e sospira.

-Evan : forse è meglio rientrare..
-Jane : si.. credo proprio di si.

h. 17.30 – Casa Gray

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Mentre Charles ha preferito rimanere all’ospedale, insieme a Evan e Jane nell’attesa che Rebecca si svegli, tutti gli altri ad eccezione di Kelly decidono di trovarsi quel tardo pomeriggio a casa di Steven per fare il punto della situazione.
Steven controlla un’ultima volta che il salotto sia abbastanza ordinato per accogliere i suoi ospiti, fa un salto in cucina e trova sua mamma impegnata ai fornelli. Si avvicina e le stampa un bacio sulla guancia.

-Steven : Mamma… non devi ritrovarti con le tue amiche del club della lettura?
-Mary : Si, ma se ritardo non succede nulla. I tuoi amici preferiscono gamberetti in salsa cocktail o involtini di prosciutto e maionese?
-Steven : credo che vanno bene entrambi.. ma davvero, mamma.. non devi preoccuparti.. so cavarmela!
-Mary : l’ultima volta hai rischiato di far andare a fuoco un semplice primo di pasta ai quattro formaggi!
-Steven : ok, d’accordo.. prepara quello che vuoi, ma.. stai tranquilla.. sarà un ritrovo per una ricerca..
-Mary : voi ragazzi..usate sempre la stessa scusa.. Ho messo al fresco qualche cassetta di birra..

Mary spegne i fornelli e va verso il tavolo, iniziando cosi a mescolare la salsa con i gamberetti sgusciati.

-Steven : grazie! La connessione a internet c’è ?

Mary annuisce e con un cucchiaino prende un gamberetto appena ricoperto di salsa e lo avvicina al figlio inducendolo ad assaggiare.
Steven apre la bocca e mangia. Mastica, gustandosi la prelibatezza ed infine si lecca il labbro inferiore.

-Steven : è buonissimo! Si.. si!
-Mary : ok, allora questo mettilo in frigorifero..

Mary allunga il recipiente verso il figlio, il quale lo prende e va a metterlo in frigorifero.
Il campanello suona. Mary guarda Steven.

-Mary : vado io… tu sistema il tavolo del salotto..contro il muro e apparecchialo..
-Steven : va bene.. va bene ! So cavarmela!

Mary si avvia verso la porta d’ingresso, asciugandosi le mani sul grembiule. Si sistema un po’ i capelli e apre la porta.

-Mary : Ciao! Presumo lei sia un’amica di Steven..

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-Sasha : Buonasera !!

Sasha mostra il suo sorriso solare e porge la mano verso la signora che si trova davanti.

-Sasha : E lei deve essere la madre di Steven. Io sono Sasha..

Mary stringe la mano a Sasha e le fa cenno di entrare.

-Mary : non preoccuparti, tra poco vi lascio tutti da soli..
-Sasha : ok.. ok, spero che per lei non sia un disturbo!

Sasha entra in casa guardandosi attorno e notando Steven di spalle che sistema il tavolo.

-Mary : no nessun disturbo! Per me è sempre un piacere avere ospiti in casa, anche quando magari non ci sono io!
-Sasha : Ciao Steven!

Steven si volta verso l’ingresso e sorride.

-Steven : verrei a salutarti, ma ho una pigna di bicchieri in mano!.. Poi mamma si incazza se non faccio le cose fatte per bene!
Sasha scoppia a ridere.
-Sasha : Mammone!?
-Mary : puoi giurarci! Vi lascio intanto soli, vado a sistemare gli ultimi stuzzichini per voi..

Mary si volta e si allontana tornando in cucina. Sasha si toglie la giacca di pelle e l’appende insieme alla borsa, poi raggiunge Steven.

-Sasha : facciamo le cose in grande vedo..
-Steven : è una mania di mia madre..rendere tutto più del dovuto..
-Sasha : è gentile da parte sua..è carinissima..
-Steven : quando vuole! Mi passeresti quei tovaglioli?

Sasha guarda in direzione del dito di Steven. Afferra i tovaglioli e li porge a Steven.

-Sasha : dimmi che sta sulle palle anche a te Kelly…
-Steven : abbastanza..ma è bona!

Sasha lo guarda male alzando un sopracciglio.

-Sasha : sono più bella io!

Steven appoggia i tovaglioli sul tavolo e si volta verso Sasha guardandola da capo a piedi.

-Steven : abbastanza..
-Sasha : che vuoi dire con… abbastanza ?!
-Steven : c’è solo una cosa che ti frega..
-Sasha : sarebbe?.. Il seno è bello, i capelli pure! Le gambe magre..un bel viso.. forse.. mmh..l’altezza?
-Steven : no no..
-Sasha : il sedere?
-Steven : quello è bello!
-Sasha : le unghie ?.. Scusa ma in questi giorni con questa tragedia non ho avuto tempo per andare dall’estetista a farmi la manicure!

Steven ridacchia.

-Steven : .. ti piacciono le ragazze, invece che i ragazzi..

Sasha si blocca e apre la bocca per replicare, ma si sente quasi strozzare dal suo stesso respiro.

-Steven : non è cosi?
-Sasha : n-non….dirlo a nessuno!
-Steven : bocca cucita..
-Sasha : e comunque.. non è esattamente così…
-Steven : sarebbe a dire?
-Sasha : è complicato..
-Steven : voi donne siete sempre complicate!!!
-Sasha : bingo!
-Steven : se io ti baciassi adesso… cosa faresti?
-Sasha : c’è tua mamma di là…
-Steven : troveremmo la scusa che sei la mia ragazza se dovesse beccarci..e poi.. è solo un bacio..
-Sasha : chi ti dice che sei mio tipo?
-Steven : quindi ti piacciono ancora i ragazzi?
-Sasha : non siamo qui per parlare di me.. ma per indagare!
-Steven : stai continuando a trovare scuse per non baciarmi.. qual’è la prossima?

Sasha appoggia la mano sul tavolo e inspira profondamente guardandolo.

-Sasha : sei l’ex di una persona che mi ha fatto un torto quando eravamo più giovani..e non ho intenzione di ricambiare con la stessa moneta, ora come ora..
-Steven : ti facevo più stronza..
-Sasha : sono sempre stronza, con chi voglio esserlo..
-Steven : e comunque.. Jane se la fa con Evan .. ormai!
-Sasha : no che non è vero!
-Steven : ah, no ?.. Perchè non sono qui entrambi?
-Sasha : perchè Evan voleva esserci per Rebecca in caso si fosse svegliata e dato che Jane è l’unica persona che riesce a farlo ragionare, è rimasta li con lui..
-Steven : Esatto.. Jane è l’unica persona che riesce a farlo ragionare.. e perchè?
-Sasha : non giungerò a conclusioni affrettate solo perchè vuoi baciarmi!

Il campanello suona ancora. Mary dalla cucina finisce di sistemare gli ultimi piatti freschi e li mette in frigorifero.

-Mary : Steven !!!!!!!!! Apri tu !

Mary urla per farsi sentire dal figlio mentre si leva il grembiule di dosso.
Steven sente le parole della madre ma rimane impassibile a guardare Sasha.

-Steven : Avanti !!

Sasha si volta verso la porta d’ingresso.

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Kaylee e Kevin fanno il loro ingresso in casa.

-Kevin : ciao ! Ci siamo anche noi!
-Kaylee : carina questa casa..

Kaylee si toglie il blazer appoggiandolo sulla poltrona e lancia un sorriso complice a Sasha, poi guarda Steven.

-Kaylee : grazie per l’ospitalità.
-Kevin : manca qualcuno ?
Kevin senza pensarci troppo, va a sedersi sul divano sbadigliando per via delle poche dormite di quegli ultimi giorni.
-Steven : Considerando che Jane ed Evan sono all’ospedale, Kelly non è invitata.. no. Siamo solo noi quattro..
-Sasha : la mamma di Steven a preparato un casino di prelibatezze!
-Kevin : io voglio capire cosa sta succedendo invece..

Kaylee va a sedersi su una poltrona e allunga le gambe sopra un pouf .

-Steven : appena mia mamma se ne sarà andata..scusate un attimo.

Steven si allontana e prosegue verso la cucina per andare a parlare con Mary.
Sasha raggiunge il centro del salotto, sedendosi su una poltrona accanto a Kaylee.

-Sasha : ciao tesoro..
-Kaylee : stavo aspettando il tuo saluto…

Sasha sorride e si allunga verso Kaylee per lasciarle un dolce bacio sulla guancia. Kevin guarda le due aggrottando la fronte.

-Kevin : ehm.. ehm.. avete notizie su Becky?
-Kaylee : no.. so solo che sta migliorando…
-Sasha : e che sua sorella sta tornando in città..
-Kevin : Ooh…
-Kaylee : nel frattempo però dobbiamo indagare.. abbiamo perso già troppi giorni a rimuginarci sopra..
-Sasha : dobbiamo trovare risposte più che altro..
-Kevin : onestamente non so da dove incominciare!

Steven fa suo ritorno in sala insieme alla madre.

-Mary : ragazzi.. buono studio! In frigorifero ci sono un po’ di assaggi che ho preparato per farvi mantenere le energie!
-Kevin : Molto gentile da parte sua, signora!
-Steven : ok..mamma…….. ora puoi andare! Ciao!

Steven accompagna la madre fino alla porta, la apre e la conduce fuori, richiudendosi infine la porta alle spalle.

-Steven : finalmente soli! Dunque.. da dove incominciamo?
-Sasha : magari quattro birre ci aiutano di più, no?
-Kaylee : hai intenzione di ubriacarti?
-Kevin : io lo farei.. in un’altra circostanza..
-Kaylee : ecco.
-Sasha : ok ok..d’accordo, ma appunto come diceva la mamma di Steven, abbiamo bisogno di energia!

Steven sentendo tutte quelle chiacchiere, prende le quattro lattine di birre e le porta al centro del tavolino, poi si siede sul divano accanto a Kevin e di fronte alle due ragazze.

-Steven : iniziamo a ragionare dal principio..
-Sasha : esatto.. voi maschietti, cosa sapete di Paul Turner?
-Kevin : ha violentato una ragazzina..prima di andarsene da qui..
-Steven : appartiene ad una sorta di setta satanica..

Sasha e Kaylee si guardano immediatamente.

-Kaylee : quindi.. voleva sicuramente fare qualcosa a Rebecca..la quale per difendersi, avrà cercato di scappare dalla macchina..e invece solo volati insieme giù dal ponte..
-Sasha : ma questo non spiega come mai quando hanno ritrovato la macchina, all’interno c’era solo Rebecca..e non Paul..
-Kaylee : è stato salvato da qualcuno della setta..?!

Chiede Kaylee interrogativa, tornando a guardare i due ragazzi.

-Kevin : molto probabile..
-Steven : oppure….. da Kelly..
-Kevin : o da Julie..
-Sasha : Julie avrebbe salvato la figlia..
-Kaylee : giusto..
-Kevin : già..hai ragione. Quindi, prima possibilità..potrebbe essere Kelly e questo è il motivo per cui è sempre stata all’ospedale. Per vedere le condizioni in cui è Rebecca, per poi avvisare Paul che ora si troverà nascosto in qualche sotterraneo..

Steven stappa la lattina di birra e fa un sorso.

-Steven : è troppo lineare come ipotesi..
-Sasha : tu dici?
-Steven : uno che appartiene a qualcosa di losco.. ha sempre un piano A, B, C, D, eccetera..
-Kaylee : Aspettate.. e se la questione fosse ancora più grossa?
-Steven : quello che intendo io..
-Kaylee : pensaci Sasha … Paul e Kelly si conoscono..e su questo non abbiamo dubbi. Kelly a quanto pare ha ucciso un uomo..
-Kevin : che possedeva una pietra..
-Kaylee : esatto. Kelly si è avvicinata a Jane per avere tutte e quattro le pietre.. e il giorno del mio compleanno ce le aveva tutte lei..
-Steven : .. ed era insieme a Julie nel bosco.. a far qualcosa con queste pietre, aspettando l’arrivo di Paul..
-Sasha : ottima osservazione.
-Kevin : ma, Paul non si è presentato..preferendo andarsene via con Rebecca..
-Kaylee : potrebbe essere tutto un quadro chiaro. E poi… Sasha, ricordi quando dicevo che Paul perdeva sangue nero dagli occhi?..

Sasha annuisce.

-Kaylee : magari… non appartiene a una setta, magari semplicemente non è un essere umano..
-Steven : non credi che stiamo andando verso il ridicolo?
-Kaylee : non ho mai visto un umano perdere sangue nero!

Kaylee si alza dalla poltrona e si avvicina al tavolo, versandosi una manciata di arachidi in mano.

-Steven : in effetti questo spiegherebbe anche il fatto che non c’era quando è stata ritrovata la macchina..
-Kevin : dato che Kelly non può essere stata perchè era con Julie.
-Sasha : mmm.. interessante.. e se ci fosse stata un’altra persona ad aiutarlo?
-Steven : è molto probabile.. però comunque, sembra essere uscito illeso dall’incidente..
-Kaylee : le quattro pietre dove sono finite quindi?
-Sasha : ce le avrà ancora Kelly, come minimo!
-Kevin : Ti ricordi cosa le aveva detto Julie di fare?

Kevin si volta a guardare Steven.

-Steven : tipo un quadrato..o un rombo..o un cerchio, non ricordo bene… con il proprio sangue..

Sasha fa un’espressione schifata con la bocca.

-Kevin : se non ce le ha Kelly, ce le avrà sicuramente Julie.. e in quel caso, riuscirei a prendergliele io.
-Sasha : servirebbe qualcuno che potesse avvicinarsi a Kelly per prenderle da lei..eventualmente..

Kevin e Steven immediatamente guardano Kaylee.
Kaylee spalanca gli occhi e alza le mani.

-Kaylee : non guardate me !

Sasha si volta a guardare Kaylee.

-Sasha : sei l’unica di cui si fida ora..
-Kaylee : no.. no.. e no..

Sasha guarda Kaylee con gli occhioni dolci.

-Kaylee : non mi compri cosi!

Kevin e Steven ridono.

-Steven : dai..al massimo lo faccio io! Con il mio sex appeal la conquisterei!

Sasha scoppia a ridere alla battuta.

-Sasha : poco modesto mi dicono!
-Kevin : e comunque…. dobbiamo trovare anche Paul, per la cronaca!
-Kaylee : e dove lo troviamo?
-Kevin : dobbiamo attirarlo in città..
-Sasha : mmm.. pensiamo a cosa lo ha spinto a tornare..
-Steven : la gara di nuoto maschile?
-Kaylee : nà.. troppo banale..
-Kevin : ma prima non c’era!
-Steven : o forse c’era.. ma nessuno si è accorto della sua presenza..Ora, per tornare al punto di partenza..se davvero come dite voi, perdeva sangue nero, è legato a Kelly che è legata alle pietre.. magari è tornato appena ha scoperto che questa questione delle pietre stava venendo a galla..
-Sasha : mmmmmm.. allora queste pietre che avevo sottovalutato fino ad ora.. sono veramente importanti..
-Kevin : mi sembra di essere all’interno di un film horror..
-Kaylee : paura ??

Kevin aggrotta la fronte senza rispondere a Kaylee.

-Sasha : quindi cosa si fa?
-Steven : io direi di aspettare che Rebecca si svegli, in modo tale che possa raccontarci cosa è successo prima dell’incidente..e intento teniamo d’occhio Kelly..e Julie e cerchiamo Paul.
-Kevin : in fondo non possiamo fare più di tanto..
-Sasha : d’accordo. Più tardi io e Kaylee torniamo all’ospedale..
-Kevin : io vedo cosa riesco a ricavare da Julie..
– Steven : e io proverò a conquistare Kelly.. ma so già che mi beccherò un due di picche!
-Sasha : non eri tu quello con il sex appeal come arma di seduzione?

Sasha lancia un occhiolino a Steven e si alza andando al tavolo per mangiare delle carote in pinzimonio.
Steven si alza dal divano e fa cenno a Kevin di seguirlo ed entrambi vanno in cucina.

-Kaylee : cos’è tutta questa confidenza con Steven?

Chiede Kaylee a Sasha, avvicinandosi a lei una volta che si è assicurata di essere sole in sala.

-Sasha : non dirmi che sei gelosa?
-Kaylee : no, no.. solo curiosa..
-Sasha : sono venuta qui in anticipo e abbiamo fatto due chiacchiere ironiche.. tutto qui..
-Kaylee : ok..

Kaylee accenna un sorriso di circostanza.

-Kaylee : Sasha…
-Sasha : Si lo so.. vieni qui..

Kaylee non se lo lascia ripetere due volte e si avvicina a Sasha.

-Sasha : più tardi passo da te..e ne parliamo.

Sasha accenna un sorriso, fa un passo verso Kaylee e sporgendosi verso di lei le lascia un breve ma intenso bacio sulle labbra.

h.18.30 – The Golden Pear Cafè

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Kelly è seduta in un angolo, in una di quelle lunghe panche con cuscini integrati. La testa appoggiata alla vetrata e lo sguardo perso nel fondale della tazza di tea caldo. Il sidekick appoggiato sul tavolo completamente in standby e in attesa di un cenno di suoneria o vibrazione.

-Cameriera : Signorina ?.. Signorina ?

Kelly si sente chiamare e sbatte le palpebre diverse volte, voltandosi poi verso la direzione della voce e facendo un piccolo sbadiglio.

-Kelly : mi scusi..ero sovrappensiero!
-Cameriera : non si preoccupi..sta aspettando qualcuno?
-Kelly : forse..
-Cameriera : capisco. Desidera dell’altro?
-Kelly : No, sono a posto cosi, grazie.

Kelly accenna un sorriso. La cameriera ricambia e si volta per avviarsi verso il bancone.

-Kelly : anzi.. un bicchiere d’acqua grazie!

La cameriera annuisce alle parole di Kelly e va al bancone a prepararglielo.
Kelly rimane con lo sguardo perso nella sala.
Afferra il sidekick e se lo gira tra le mani, toglie il blocco tasti e sullo schermo c’è solo lo sfondo di lei in un’espressione buffa. Sospira e decide di scorrere la rubrica. Passa un numero dopo l’altro fino a che si trova davanti il numero di Paul. Sospira un’altra volta e fa partire la chiamata. Porta il telefono all’orecchio con molta lentezza e in quell’istante la cameriera poggia il bicchiere pieno d’acqua sul tavolo. La ringrazia con un cenno di capo e attende in linea che Paul le risponda.

Segreteria di Paul Turner, la preghiamo di richiamare in un altro momento. Bip.

-Kelly : Paul cazzoo.. dove sei finito ??? Richiamami!

Kelly chiude la chiamata dopo avergli lasciato il messaggio e beve d’un fiato il bicchiere d’acqua. Poi manda un sms.

[sms a Julie] Non abbiamo ancora avuto tempo per parlare. Ti aspetto al TGP Cafè, K.

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Dopo una 15ina di minuti Julie fa il suo ingresso al bar. Nota subito dove si trova Kelly e la raggiunge, slacciandosi il trench.

-Julie : Ehi…non posso rimanere molto..
-Kelly : come mai? Devi correre da Rebecca?
-Julie : no.. sta tornando mia figlia..
-Kelly : cosa ?? No.. no.. non proprio ora!
-Julie : lo so, ma .. non potevo lasciarla estranea a questa faccenda..
-Kelly : lo sai questo cosa vuol dire?
-Julie : vuol dire che lei sa tutto..e che la maledizione potrebbe essere scagionata via..
-Kelly : e cosa ne sarà di tutti i nostri piani?
-Julie : sono più forte di lei..anzi..siamo più forti di lei..
-Kelly : ma senza Paul non siamo niente..
-Julie : questo non è vero! Non lasciarti scoraggiare cosi!
-Kelly : le pietre ce le hai tu?
-Julie : si..ce le ho in borsa.. ma ora, dobbiamo aspettare fino alla prossima luna nuova…
-Kelly : vale a dire ?
-Julie : il 13 novembre..
-Kelly : Cavoli!! E’ troppo lontano..e può succedere di tutto!
-Julie : non abbiamo alternative..
-Kelly : se chiedessimo aiuto agli anziani?
-Julie : nessun anziano sarebbe d’accordo! Nessuno sta dalla parte del male..
-Kelly : come fai ad esserne così sicura?
-Julie : faccio parte della terza generazione di prescelti..e ne so di più di una che fa parte della quarta generazione..

Kelly sbuffa.

-Julie : l’importante è non dar sospetti..e attendere fino a l 13 novembre..
-Kelly : e che ne sarà di Paul?
-Julie : finchè le ragazze sono al sicuro, non dobbiamo preoccuparci..
-Kelly : ne sei convinta?
-Julie : abbastanza..

Julie volta lo sguardo verso la vetrata che da sulla strada. Poi sempre pensierosa apre la borsa ed estrae una scatolina.

-Julie : qui ci sono le pietre.. preferirei che le tenessi tu..
-Kelly : wow.. come mai questa responsabilità?
-Julie : perché in questo momento, tra le due..sei quella più determinata..e il fatto che a Rebecca sia successo quel che è successo ho paura che la mia famiglia venga colpita ancora.
-Kelly : capisco.. ok…… d’accordo.

Julie porge la scatola a Kelly. Kelly l’afferra subito e la agita vicino all’orecchio per sentire l’eventuale rumore delle pietre, ma la scatola non emette nessun suono. La apre immediatamente ed è vuota.

-Kelly : ma…..ma… non c’è nulla !!!

Julie spalanca gli occhi e allunga lo sguardo per vedere.

-Julie : merda !! Qualcuno ha anticipato la mia mossa……………!!!!
-Kelly : ed ora ??? Chi è stato ?
-Julie : non lo so…… qualcuno che ha il nostro stesso piano.. o opposto.

Julie ci pensa su, gratticchiandosi le tempie.

-Julie : credo di sapere chi è stato.

h. 19.00 – Hampton Hill Hospital

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Charles esce dalla camera dove è ricoverata sua figlia Rebecca. Passa per la sala d’attesa e vede Evan addormentato e con la testa appoggiata alla testa di Jane. Accenna un sorriso e si avvicina alle macchinette. Punta a quella delle bevande calde e mettendo dentro qualche centesimo, sceglie un caffè lungo.
La macchinetta dopo quelli che sembrano degli interminabili minuti finisce il suo lavoro. Charles prende il bicchiere e sorseggia il caffè, tornando verso la camera della figlia e finendolo quasi tutto di colpo durante il tragitto. Butta il bicchiere nel cestino e apre la porta.

-Charles : Claudine ????

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Claudine guarda immediatamente la porta e si alza di scatto.

-Claudine : Papà !!!! Quanto mi sei mancato !!!

Charles sorride e si avvicina alla figlia allargando le braccia possenti per poi racchiuderle in un abbraccio una volta che lei è ormai con la testa oltre la propria spalla.

-Charles : ti stavo aspettando..
-Claudine : lo so.. lo so.. Ho avuto un contrattempo, ma sono qui ora!

Claudine scioglie l’abbraccio e guarda il padre.

-Claudine : mi dispiace un casino non esserci stata quando è successo l’incidente..
-Charles : anche a me, ma non ti preoccupare..ora sei qui..e Rebecca si riprenderà..
-Claudine : si..si.. non sembra essere messa nelle condizioni peggiori..

Claudine gira il viso e guarda sua sorella Rebecca distesa sul letto.

-Charles : hai avvisato tua madre?
-Claudine : no.. non ne ho intenzione di farlo..
-Charles : un giorno mi dirai cosa succede tra di voi..
-Claudine : forse.. un giorno..

Claudine accenna un sorriso di circostanza verso il padre, il quale si gira a guardare Rebecca.

-Claudine : papà..forse dovresti andare a casa a riposarti…
-Charles : stavo aspettando vostra madre per il cambio..
-Claudine : ci sono io .. ora.. vai a casa..
-Charles : mi avvisi se dovesse svegliarsi?
-Claudine : certo !! Non preoccuparti!

Claudine prende il cappotto del padre appoggiato alla borsa e glielo porge. Charles indossa il cappotto poi da un bacio sulla guancia alla figlia.

-Charles : grazie..

Claudine sorride e va a sedersi sulla sedia accanto al letto dove c’è distesa Rebecca.

-Claudine : stai tranquillo…

Charles annuisce e sospirando se ne esce dalla stanza, chiudendo la porta alle proprie spalle.
Appena sente il rumore della porta che si chiude, Claudine porta la mano sulla fronte di Rebecca per accarezzargliela.

-Claudine : Becky..ehi.. Becky..svegliati!

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Rebecca apre lentamente gli occhi, con la vista leggermente appannata cerca di capire dove si trova. La stanza è spoglia e lei è sdraiata su un letto. Accanto a se dei macchinari a cui è collegata e sua sorella seduta.

-Rebecca : …Cosa…… cosa è successo?
-Claudine : hai avuto un incidente..
-Rebecca : Cosa????

Rebecca inizia a singhiozzare, presa dall’angoscia e dal panico.

-Claudine : sei qui..viva.. è questo quello che importa..

Claudine si solleva un po’ e abbraccia teneramente la sorella.

-Rebecca : ho rischiato di morire ???
-Claudine : solo un brutto incidente d’auto..
-Rebecca : non mi ricordo niente…..

Rebecca scoppia a piangere rumorosamente, Claudine scioglie l’abbraccio e torna a sedersi composta, stringendo la mano della sorella..

-Claudine : non ricordi niente di niente ?
-Rebecca : n-no….. sol-olo… vari ricor-di.. de-del..la festa..

Rebecca continua a singhiozzare mente le lacrime continuano a rigarle il volto.

-Claudine : ssh.. andrà tutto bene… ok?
-Rebecca : non mi abbandoni anche questa volta vero?
-Claudine : no, non lo farò. Sarò sempre al tuo fianco a proteggerti.
-Rebecca : papà..dov’è ?
-Claudine : è appena tornato a casa..
-Rebecca : ok..mamma?
-Claudine : anche lei..
-Rebecca : stanno bene?
-Claudine : papà è leggermente straziato, mamma si è ripresa..

Rebecca abbassa lo sguardo e inizia a giocare con il bordo del lenzuolo.

-Claudine : hai bisogno di qualcosa?

Rebecca annuisce.

-Claudine : cosa ?
-Rebecca : ho bisogno di qualcuno in realtà..
-Claudine : ci sono qua io..

Claudine mostra un sorriso comprensibile alla sorella.

-Rebecca : no.. no..
-Claudine : di chi, allora?
-Rebecca : ho bisogno di Evan..
-Claudine : Ah……… ok. Mi sembra di averlo visto qui fuori con una tua amica..

Rebecca si asciuga velocemente le lacrime ed inspira profondamente.

-Rebecca : Lui è qui ???
-Claudine : si.. si.. dalle sue condizioni sembra che sia rimasto sempre qui..
-Rebecca : ti dispiace andarmelo a chiamare?
-Claudine : assolutamente no.. ma dopo dobbiamo fare una bella chiacchierata io e te..
-Rebecca : mi sono appena risvegliata.. dopo una lunga dormita..
-Claudine : sei rimasta all’inferno per due settimane Rebecca è giusto che tu sappia la verità.

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Jane è seduta su una scomoda sedia della sala d’attesa, la testa di Evan appoggiata alla propria spalla e lo sguardo fisso verso la porta della stanza dove riposa Rebecca.
La porta si spalanca di colpo e vede una ragazza con i tratti visibilmente familiari a quelli di Rebecca che esce dalla stanza.

-Jane : e tu chi sei ?
-Claudine : Rebecca si è svegliata..e io sono sua sorella..
-Jane : cosa ???

Jane guarda stupita la ragazza, poi inizia ad agitare con il braccio Evan.

-Jane : Evan !!! Svegliati! Rebecca si è svegliata !

Evan sentendo tutto il trambusto spalanca gli occhi e si tira su, sbadigliando e strofinando le mani sul viso.

-Evan : cosa.. quando ?? Come?.. Claudine, che ci fai qui?

Evan parla quasi a vanvera, dice una cosa dietro l’altra senza neanche avere tempo di respirare.
Claudine guarda Evan e accenna un sorriso.

-Claudine : Rebecca vuole vederti..
-Evan : a me ?
-Claudine : non conosco nessun altro Evan in questa sala..

Aggiunge Claudine guardandosi intorno. Poi sospira e guarda Jane con aria interrogativa.

-Evan : ok..ok…… vado dentro!

Evan si alza di colpo in piedi, si sistema la maglia nera dei linkin park e si passa una mano tra i capelli, per poi dirigersi verso l’ingresso della stanza, senza badare a salutare Jane.

-Jane : a quanto pare sono l’unica che non sapeva che Rebecca avesse una sorella..
-Claudine : credo più semplicemente che non vengo considerata molto in questa famiglia..ma ora sono tornata e ho bisogno del tuo aiuto..
-Jane : mio? Ma mi conosci almeno?
-Claudine : si, decisamente si! Fai venire Kaylee e Sasha qui in ospedale, ho bisogno di parlarvi a tutte e quattro, compresa mia sorella..
-Jane : ok…. ok.. va bene, lo faccio subito. So che sono a casa di Steven, quindi.. vado a prenderle in macchina così fanno più in fretta..
-Claudine : ottimo.. vi aspetto qui.

Claudine si siede su una poltrona mentre Jane si alza, afferra borsa e blazer e va verso la via d’uscita.

Evan bussa delicatamente alla porta poi la apre lentamente facendo capolino con la testa verso Rebecca.

-Evan : si può?

Rebecca alza lo sguardo verso l’ingresso e le si apre un sorriso in volto, annuendo poi con la testa.
Evan sorride ed entra. Chiude la porta dietro le spalle e si avvicina al letto, rimanendo in piedi.

-Evan : come ti senti ?
-Rebecca : risucchiata nella realtà..
-Evan : sembra terribile!
-Rebecca : lo è..
-Evan : mi dispiace un casino..
-Rebecca : non dispiacerti. E’ tutta colpa mia..
-Evan : no, se non fosse stato per me..
-Rebecca : no no no.. non incominciare! Siediti per favore!

Rebecca solleva leggermente la schiena, sentendosi completamente indolenzita.
Evan l’aiuta sistemandole il cuscino, poi si siede nel poco spazio che rimane sul materasso accanto a Rebecca.

-Evan : non sforzarti troppo..
-Rebecca : non posso rimanere con le mani in mano..
-Evan : ok..ok.. ti ricordi cosa è accaduto esattamente?

Rebecca nega con la testa e abbassa lo sguardo.

-Evan : niente..di niente?
-Rebecca : vuoto.. black out..
-Evan : ti ricordi almeno dove eri prima dell’incidente..

Rebecca annuisce e rialza lo sguardo incontrando gli occhi di Evan.
Evan la guarda anche lui negli occhi e deglutisce non sapendo cosa dire.
Rebecca si schiarisce la voce con una lieve tosse.

-Rebecca : l’ultima cosa che ricordo è che…. Volevo venire da te e chiederti scusa, chiederti scusa per il mio comportamento, ma le mia non reazione, per aver tradito la tua fiducia..e per aver rovinato la nostra amicizia..

Evan porta immediatamente l’indice sulle labbra di Rebecca per farla zittire.

-Evan : sssh.. sono io quello che ha rovinato la nostra amicizia…per uno stupido caso del destino che..

Evan non trova le parole per continuare la frase e allontana il dito dalla bocca di Rebecca.

-Rebecca : tu mi ami….e non possiamo manipolare i nostri sentimenti..
-Evan : ma ho fatto un casino!

Rebecca si tira su ancora un po’ per sporgersi verso Evan. Lo guarda nel profondo degli occhi, alza la mano libera da ogni collegamento con i macchinari e gli accarezza lentamente la guancia.

-Evan : no.. Rebecca! Non fare cosi….
-Rebecca : così come ?
-Evan : non guardarmi come se fossi un agnello smarrito…

Rebecca sorride.

-Rebecca : non voglio farti soffrire..
-Evan : troppo tardi…

Rebecca ritrae lentamente la mano.

-Rebecca : voglio rimediare..
-Evan : vuoi veramente farlo o lo dici tanto per.. ?
-Rebecca : farei qualsiasi cosa pur di non vivere in questa situazione di stallo..

Evan sospira, si passa una mano tra i capelli e la guarda.

-Evan : ok.. io..è meglio che vada…

Rebecca lo guarda in modo torvo. Evan si alza e afferra il cappotto sulla sedia accanto, per poi tornare a guardare Rebecca.

-Evan : passo domani allora…
-Rebecca : ok..
Evan si sporge verso il viso di Rebecca e le lascia un lungo e casto bacio sulla guancia. Poi si allontana lentamente e incontra il suo sguardo.
Rebecca inspira profondamente poi lo guarda negli occhi.

-Rebecca : scusa..

Rebecca sussurra, guardandolo negli occhi fin troppo da vicino. Una scossa elettrica percorre tutto il suo corpo, la loro vicinanza è minima. Gli guarda per qualche secondo le labbra per poi tornare fissa sugli occhi.
Evan rimane impassibile sentendosi strozzare il suo stesso fiato.

-Evan : buona notte..

Evan si allontana socchiudendo appena gli occhi e sospirando.
Rebecca lo afferra per il braccio e lo tira nuovamente verso di se. Lo fissa negli occhi, con una sensazione che sta per esplodere. Porta una mano sulla nuca di Evan e spingendolo più vicino al suo viso, senza esitazione lo bacia, abbandonandosi al suo profumo e al suo sapore dolceamaro della bocca.

h. 19.30 – Casa Gray

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-Steven : Ragazzeeeeeeee se volete fare cose porno nel mio letto, vi presto la videocamera!!

Steven seduto sul divano insieme a Kevin sorseggia la birra e urla per farsi sentire da Kaylee e Sasha che sono al piano superiore in camera di Steven.

-Sasha : Fai schifo Gray !!!! Vai a farti fottere!

Sasha chiude la porta, girando anche due volte la chiave poi guarda Kaylee seduta sul letto e sospira.

-Sasha : che c’è ?
-Kaylee : mi dispiace di non essere a casa mia..ma, non ho detto ancora nulla alla mia famiglia..
-Sasha : nemmeno io..ma non pensiamoci ora..

Sasha si avvicina a Kaylee, portandosi davanti a lei. Appoggia le mani sulle sue spalle e le da una lieve spinta facendola sdraiare sul letto.

-Kaylee : che stai facendo ??
-Sasha : un po’ di coccole ! Per distrarci da questo periodo di merda..

Sasha lentamente sale a cavalcioni sopra di Kaylee e la guarda dall’alto.

-Kaylee : non so se..
-Sasha : credevo fossi d’accordo..
-Kaylee : ma..
-Sasha : se.. ma… però…

Sasha si allunga con il viso verso il collo di Kaylee e inizia a baciarglielo dolcemente.
Kaylee sente un brivido lungo la spina dorsale e porta la mano tra i capelli di Sasha, socchiudendo gli occhi.

-Kaylee : .. quindi noi..cosa..mmm..
-Sasha : rilassati… goditi il momento..

Con dei piccoli baci scende dal collo di Kaylee fino al seno, gioca un po’ con la lingua, con i denti e con le labbra; poi con la stessa dolcezza risale fino al mento ed infine la bocca.

Kaylee è completamente sopraffatta dalla situazione, inebriata dal profumo e dalle parole di Sasha. Sente il suo respiro profondo ormai vicino alla sua bocca, la apre leggermente ed infine va a cercare la lingua di lei.

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Jane dopo essere andata via dall’ospedale, si è precipitata subito a casa di Steven.
Scende dalla macchina e una strana sensazione di ricordi che si mescolano la pervade. Respira profondamente diverse volte, poi a passo affrettato arriva di fronte alla porta di ingresso. Suona il campanello e neanche 5 secondi dopo Steven le si presenta davanti.

-Jane : ehm.. ciao…
-Steven : ciao..

Pausa, i due si guardano senza aggiungere nient’altro.

-Kevin : chiudete la porta che fa freddo !!!!

Kevin dal divano guarda la scena sorseggiando birra e mangiando patatine.
Steven guarda Jane e apre di più la porta.

-Steven : entra..

Jane fa qualche passo in avanti ed entra nell’accogliente casa.

-Jane : grazie. Ciao Kevin..

Kevin si limita ad alzare la mano come cenno di saluto e torna a guardare il megaschermo e la partita di baseball.

-Steven : come mai sei qui?
-Jane : sono qui per Kaylee e Sasha.. Rebecca si è svegliata, sua sorella Claudine è tornata e vuole parlarci..
-Steven : ok..

Steven si allontana dall’ingresso leggermente amareggiato.

-Jane : sono qui loro due vero ?
-Kevin : si si.. sono nella camera di Steven!

Kevin parla con la bocca piena e con la mano indica la scala che porta al piano superiore.

-Jane : ok.. grazie.

Jane guarda Kevin, poi guarda Steven che sembra apparentemente distratto ed infine prende le scale per salire al piano superiore. Arriva davanti alla porta della camera che conosce fin troppo bene per tutto ciò che hanno condiviso quando stavano insieme e bussa forte.

-Jane : ragazze !!!!! Sono Janeeee !!!

Sasha fa un sobbalzo appena sente il bussare insistente e la voce di Jane a seguire.

-Sasha : cazzo !! Proprio adesso !!!

Sussurra Sasha nervosa tirandosi su da Kaylee e sistemandosi la camicetta e i capelli.

-Kaylee : tempismo perfetto sembra!

Kaylee si tira su dal letto e si allaccia i bottoni del cardigan e si sistema il top sotto.
Sasha va ad aprire la porta e vedendo Jane mostra un sorrisino misto tra delusione e nervosismo.

-Jane : ciao.. Rebecca si è svegliata !
-Kaylee : cosa ????

Kaylee scatta in piedi dal letto e raggiunge Sasha, spalancando completamente la porta per poi uscire dalla camera.

-Kaylee : andiamo !!!
-Sasha : si .. si.. certo, andiamo!
-Jane : ragazze…… ma… cosa ?
-Sasha : cosa.. stavamo facendo ?

Jane annuisce.

-Jane : tecnicamente so cosa stavate facendo ma.. è una cosa seria?
-Sasha : non sono affari tuoi..
-Kaylee : e non dirlo a nessuno. Tu non hai mai visto ciò che hai visto.

h. 20.00 – Hampton Inn Hospital

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-Rebecca : questa minestra fa schifo!!!
-Claudine : devi mangiare !
-Rebecca : preferirei un piatto di lasagne!
-Claudine : tra qualche giorno potrai mangiarle!
-Rebecca : uff..
-Claudine : mangia almeno il pane! Hai bisogno di carboidrati neutri..

Rebecca afferra le fette di pane e inizia a mangiucchiarle.

-Rebecca : pane senza sale.. bleah!
-Claudine : si vede che stai bene èh! Ti lamenti di tutto!
-Rebecca : voglio vedere te a mangiare questa roba!
-Claudine : fidati di me, hai bisogno di un po’ di energia per quello che dovrai affrontare stasera..
-Rebecca : mi fai paura così..

Rebecca addenta dell’altro pane e mastica lentamente come se fosse colla in bocca.

-Claudine : stanno venendo qui le tue amiche Sasha Kaylee e Jane..
-Rebecca : ooh.. finalmente!
-Claudine : non è colpa mia se sei stata rinchiusa più di un’ora con Evan…

Rebecca sorride al pensiero del lungo e passionale bacio.
Claudine la guarda in sottecchi.

-Claudine : lui ti piace!
-Rebecca : vai a chiamare le mie amiche e l’infermiera per far portare via questa merda!

Rebecca cambia discorso e allontana il vassoio dalle proprie gambe.
Claudine sorride e asseconda la sorella. Esce dalla stanza e va a chiamare l’infermiera e in quel momento Kaylee Sasha e Jane entrano in stanza.

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-Jane : Come sta la nostra supereroina ????

Kaylee si avvicina a Rebecca e le da un lieve abbraccio.

-Jane : ti vedo in gran forma !
-Sasha : le solite frasi fatte ! Bentornata tra noi Becky!

Sasha da un bacio sulla fronte a Rebecca e le porge una scatola di cioccolatini.

-Rebecca : grazie ragazze!! Questi li mangerò di nascosto !
Rebecca ridacchia appoggiando la scatola sul comodino.

-Rebecca : e comunque sto molto meglio..
-Jane : bene bene bene.. ci hai fatte preoccupare molto!

Jane si siede su una sedia accanto al letto, sulla destra di Rebecca, mentre Kaylee e Sasha condividono la stessa poltrona sulla sinistra.

-Sasha : cosa vuole tua sorella da noi?
-Rebecca : non ne ho la più pallida idea..
-Jane : io lo so..

In quel momento Claudine fa il suo ingresso in stanza.

-Claudine : perdonami Jane.. ma ti rubo la scena!

Claudine chiude la porta dietro di se con una mandata di chiave e raggiunge il letto. Estrae una pochette di velluto dalla tasca dei jeans e la srotola facendo cadere sul letto le quattro pietre.

-Kaylee : ce le hai tu ???
-Sasha : ti prego dimmi che sai a cosa servono !!
-Jane : Kelly c’entra qualcosa?
-Rebecca : Claudine…… cosa mi stai nascondendo ??

Claudine incrocia le braccia e fa uno sguardo d’insieme.

-Claudine : ragazze !!!!! Zitte ! Se state in silenzio rispondo a tutte le vostre domande..

Le quattro ragazze immediatamente si zittiscono e guardano Claudine con un po’ di stupore, preoccupazione, curiosità e anche paura.

-Claudine : queste quattro pietre, rappresentano i quattro poteri delle vostre generazioni..

Claudine alza la pietra di smeraldo e la punta verso Jane.

-Claudine : Còliel prescelta della quinta generazione della dinastia di Waich ‘ilf.

Jane spalanca gli occhi non capendo esattamente le parole di Claudine e rimanendo a fissarla. Sasha guarda per un attimo Kaylee, poi torna a concentrarsi su Claudine.
Claudine prende la pietra di quarzo e la punta verso Sasha.

-Claudine : Duinien prescelta della quinta generazione della dinastia di Isir ‘im.

Sasha alza un sopracciglio pensando a quanto sia surreale tutto ciò.
Claudine prende la pietra di rubino e allunga la mano verso Kaylee.

-Claudine : Esgalwhatel prescelta della quinta generazione della dinastia di Arillis. Ed infine…

Tira su l’ultima pietra, quella di zaffiro e la punta verso sua sorella Rebecca.

-Claudine : io sono Glaerhel appartenente alla quarta generazione mentre tu, mia sorella.. sei Fimiel, prescelta della quinta generazione ed entrambe facciamo parte della dinastia di Ewin ‘im.

Rebecca guarda la sorella aggrottando la fronte e sfregandosi le dita sulla punta del naso.

-Rebecca : tutto ciò..deve avere un senso..
-Sasha : vogliamo sapere di più…..
-Jane : io continuo ad essere sconcertata.. è tutto così complicato..
-Kaylee : e surreale..
-Claudine : bene contro male……. Voi fate parte del bene..e potete sconfiggere il male !
-Rebecca : èh ?
-Claudine : Paul è Halon, il male di tutti i mali. Il dominatore della prepotenza e della sofferenza, nessuno può essere più forte di lui.
-Jane : Paul ?.. Paul Turner?

Rebecca si sente confusa quasi sta per vomitare, Kaylee allunga la mano verso quella di Sasha per stringergliela e Jane non stacca gli occhi di dosso da Claudine.

-Claudine : è colui che voi chiamate “l’uomo nero”.

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